"Terremoto" a Gallipoli: Giannini si dimette e i calciatori protestano


Può una banalissima Gallipoli-Grosseto, posticipo del 24° turno di Serie B giocata in un anonimo 8 febbraio, diventare fonte di discussioni a livello nazionale? Sì, perché la gara di ieri sera ha avuto dell'incredibile, facendo emergere i problemi che attanagliano una piazza, quella gallipolina, che si trascinano ormai dal luglio scorso. Andiamo con ordine e spiegamo l'escalation di una situazione paradossale. Il Gallipoli ottiene una storica promozione in Serie B al termine di un campionato esaltante: siamo a giugno e nella cittadina salentina si sogna alla grande; artefice del miracolo il presidente Vincenzo Barba, personalità del luogo che una volta in cadetteria si accorge di non avere abbastanza fondi per sostenere la squadra.

Cerca acquirenti, il tempo stringe, propone una cessione a costo zero ai tifosi, intanto però garantisce l'iscrizione del Gallipoli al campionato pur non avendo praticamente una squadra. In Coppa Italia a Lumezzane è 0-6, ad agosto finalmente trova il compratore: si chiama Daniele D'Odorico, imprenditore friulano che subito riconferma Giuseppe Giannini sulla panchina dei giallorossi; poi si scatena sul mercato riuscendo ad allestire una rosa dignitosa in una settimana. All'esordio in B è 1-1 contro l'Ascoli, i tifosi però ingoiano il boccone amaro di doversi trasferire al Via del Mare di Lecce perché il Bianco non è a norma.

Incredbilmente la squadra viaggia, sconfitte e vittorie, il necessario per tenersi sempre fuori dalla zona retrocessione; merito del cuore dei giocatori, dell'ex Principe di Roma sulla panchina e dei supporters, sempre caldi e vicini alla squadra. Ma qualcosa che non va si percepisce già nel mercato di gennaio: tante transazioni, ma anche le dolorose cessioni di Di Gennaro e Ginestra a Verona e Crotone. E un malumore crescente per via di stipendi non pagati. Ieri l'exploit: al fischio d'avvio della gara per 40 secondi i giocatori di casa rimangono immobili dando le spalle, tutti, alla dirigenza (con la complicità del Grosseto che non inferisce). E' una protesta, per via degli stipendi e non solo.

La gara poi entra nel vivo, gol di Volpato e Scaglia, Gallipoli sul 2-0 (sui gol esultanza dei giocatori con maglie con su scritto "Capisci?" rivolto al presidente); poi però gli animi si surriscaldano, i padroni di casa perdono due uomini per espulsione e anche il loro allenatore Giannini, il Grosseto nella ripresa arriva al pari con Pinilla e Mauro Esposito. Sugli spalti intanto è bagarre: si beccano Giannini e D'Odorico, arrivano quasi alle mani, devono tenerli lontani l'uno dall'altro (pare che il mister abbia pure lanciato una sedia al presidente). A fine gara il tecnico si dimette: "Non torno indietro, la frattura non è ricomponibile. Mi dispiace per una squadra che sta dando tanto e che sicuramente si salverà. D'Odorico mi ha definito una primadonna? Uno come me non ha bisogno di mettersi in evidenza e fare la primadonna".

"Primedonne sono i ragazzi e i tifosi. D'altra parte il presidente lo conosciamo tutti: alcuni giocatori sono stati pagati per 18 giorni di lavoro ad agosto, tutto settembre e parte di ottobre, altri no e non mi sembra giusto. La verità è che questa squadra ha un cuore immenso, come la città" ha concluso Giannini. Ma non è tutto perché sulla partita di ieri c'è anche l'ombra del calcioscommesse: nel pomeriggio di ieri molti siti e non solo di scommesse sportive avevano abbassato spaventosamente la quota del pari, data a circa 1.70. Addirittura alcuni bookmakers avevano tolto l'evento, altri semplicemente la possibilità di scommettere sul 2-2 o sul 3-3. La cosa è strana, certo è che la successione dei gol e i vari cartellini rossi ai giocatori che erano sul doppio vantaggio fanno venire più di qualche dubbio circa la regolarità della partita. Chissà che non ci fosse anche questo fattore alla base del litigio violento tra Giannini e D'Odorico.

In ogni modo a pagare sono i giocatori e i tifosi, ora per salvarsi ci vuole un miracolo. Ma il Gallipoli è abituato a farli. "Noi siamo con Giannini e Giannini è con noi, nelle prossime ore conoscerete il perchè del nostro comportamento al fischio d’inizio. Ora la società ci ha imposto il silenzio stampa" ha commentato il capitano gallipolino Massimiliano Scaglia. Un punto di partenza che non necessariamente ricomporrà i cocci di una stagione che procedeva placida (a livello di risultati) e che si è stravolta in una notte di febbraio.

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