Nasce la nuova Under 21.

Con tutte le riserve del caso sui modi con cui il commissario straordinario della FIGC Guido Rossi ha defenestrato Claudio Gentile, personalmente sono contento dell’allontanamento dell’ormai ex tecnico federale dalla guida dell’Under 21. E’ una questione di risultati, certo (e l’ultimo Europeo parla chiarissimo in questo senso), ma anche di capacità di gestione del gruppo

di mattia

Con tutte le riserve del caso sui modi con cui il commissario straordinario della FIGC Guido Rossi ha defenestrato Claudio Gentile, personalmente sono contento dell’allontanamento dell’ormai ex tecnico federale dalla guida dell’Under 21. E’ una questione di risultati, certo (e l’ultimo Europeo parla chiarissimo in questo senso), ma anche di capacità di gestione del gruppo (vedi la vicenda Cassano), di capacità come selezionatore (mai una convocazione per Miccoli, per esempio, o la sottovalutazione di Gilardino che fino alla sua esplosione nel Parma faceva panchina a Sculli…) e di valorizzazione dei talenti (tra i campioni del mondo di Germania il solo De Rossi, classe 1983, era selezionabile per l’Under 21).
Giusto quindi voltare pagina, anche perché fare il selezionatore dell’Under 21 non è il mestiere più duro del mondo: i vincoli di età restringono enormemente il campo dei papabili e alla fine il commissario tecnico più capace è quello che riesce a fare meno danni, riuscendo a selezionare i migliori, andandoli a pescare anche nelle serie inferiori o nelle panchine della Serie A, se necessario. Poco importa, dunque, se sarà Antonio Cabrini o Giancarlo Camolese a guidare la nuova nazionale giovanile, ma l’importante è costruire un buon blocco di giocatori, in grado di crescere durante il biennio e di fornire a Donadoni qualche nome nuovo per l’Europeo 2008 in Svizzera e Austria.

Può essere interessante, dunque, un primo giro di orizzonte tra i possibili nuovi protagonisti dell’Under 21 azzurra, in attesa delle prime convocazioni ufficiali previste per metà agosto, dal momento che ai primi di settembre scatteranno le qualificazioni per l’Europeo Under 21. Per il prossimo biennio la data limite è il 1° gennaio 1985 e, in attesa dell’esplosione di qualche nuovo talento tuttora sconosciuto, l’ossatura della nazionale dovrebbe essere più o meno questa.

Il ruolo di portiere sembra quello meno coperto: titolare fisso dovrebbe essere Gianluca Curci (1985), mentre il secondo potrebbe essere il coetaneo Emiliano Viviano, già qualche presenza nel Brescia nella scorsa stagione. Tra i difensori ci sono due certezze tra i centrali: Michele Canini e Andrea Coda (entrambi classe 1985), già nel mirino delle grandi squadre, con il giovanissimo parmigiano Marco Rossi (già convocato da Gentile) come alternativa, per lui (classe 1987) il ciclo buono potrebbe essere quello successivo, ma già in questo biennio potrebbe tornare utile. La fascia sinistra dovrebbe essere appannaggio di Marco Motta (1986), mentre per il ruolo di terzino destro la lotta sarà tra l’interista Marco Andreolli (1986) e il coetaneo milanista Lino Marzoratti, già protagonisti nell’Under 20, adattabili anche come centrali e destinati a vivere più di un derby uno contro l’altro. Con il leccese Alessandro Camisa (1985) come terzo incomodo.

A centrocampo il maggior tasso di qualità, grazie al leader indiscusso Riccardo Montolivo (1985) e ai giovani di scuola Parma e Roma: da una parte il trio Luca Cigarini (1986), Daniele Dessena (1987) e Filippo Savi (1987), già diverse presenze in Serie A e nelle coppe nonostante la giovane età e gli infortuni di Savi; dall’altra Daniele Galloppa (1985) e il talentuoso Aleandro Rosi (1987), cocco di Spalletti e adattabile in più ruoli. Senza trascurare l’ex Under 20 Mario Defendi (1985); per tutti loro il numero di presenze nelle rispettive squadre sarà determinante per stilare le gerarchie.
Amplissima scelta anche tra gli attaccanti, anche se i talenti più fini si preparano addirittura per il biennio successivo: accanto ai giovani dell’Under 20 Graziano Pellè (1985), Andrea Cocco (1986) e Rey Volpato (1986), cresce la generazione degli inglesini Arturo Lupoli (Arsenal) e Giuseppe Rossi (Manchester United), dell’interista Matteo Momentè e del romanista Alessio Cerci (tutti del 1987). Senza trascurare il sampdoriano Salvatore Foti (1988), già in gol in Serie A nella scorsa stagione; e, parlando di Roma, come dimenticare Stefano Okaka (1989)? Per lui il biennio buono potrebbe addirittura essere quello 2010-2012!

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