Ultimatum a Genoa e Sampdoria: terreno di gioco in perfette condizioni al Marassi entro venerdì, pena la revoca dell'agibilità

luigi ferraris, marassi

La Lega Calcio ha fatto pervenire nella giornata di ieri un ultimatum al Comune di Genova, e alle due squadre cittadine Genoa e Sampdoria. La lettera, firmata dal direttore generale Marco Brunelli, obbliga tassativamente le parti in causa alla risoluzione del problema che affligge il manto erboso dello stadio Luigi Ferraris, pena lo spostamento delle partite delle genovesi in altri stadi, a partire da quella del prossimo sabato pomeriggio tra Genoa e Udinese. I lavori sono partiti stamattina e le parti interessate garantiscono il rispetto della scadenza.

D'altra parte non c'era scelta, lo ha ribadito anche l'agronomo della Lega Giovanni Castelli: "Entro domattina (stamattina per chi legge), dovrà esserci il cantiere aperto. Lavorando giorno e notte, giovedì pomeriggio il lavoro sarà completato. Diversamente, disporremo il trasferimento di sede per l’anticipo del Genoa. E, siccome i tempi sono stretti, il termine è inderogabile". Le parti in causa, l'assessorato allo sport del Comune, la società controllata Sportingenova e la ditta che già aveva effettuato la rizollatura di novembre, si sono riunite ieri e sono giunti all'accordo per dare inizio all'intervento già da oggi.

Le spese saranno tutte a carico di Sportingenova, al 70% di proprietà del comune, che spera di contenere i costi nel limite dei 100.000 euro in virtù del fatto che parte del lavoro è stato già fatto prima della gara Sampdoria - Fiorentina, tutti abbiamo visto la fascia di erba nuova di zecca nella parte centrale del campo. Il lavoro effettuato a novembre aveva visto Genoa, Sampdoria e Sportingenova dividere le spese, la cifra ammontava a 150.000 euro. A Genova sono convinti di riuscire a rispettare i tempi e che il lavoro questa volta sarà più duraturo visto l'avvicinarsi della primavera. Sportingenova rivendica comunque il suo impegno sottolineando che al Marassi si sta lavorando per avere un fondo perfetto, al contrario in altri posti ci si limita a dipingere il terreno per renderlo almeno presentabile alle telecamere, cosa che comunque non riduce i rischi per i calciatori.

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