Juventus, il coraggio di Zaccheroni: "A giugno vado, ma alleno come se dovessi rimanere 20 anni"


Il calcio di oggi è frenesia, risultati, isterismi, polemiche e dietrologia. Alcuni, molti, dimenticano spesso che il calcio è anche professionismo, gente che lavora, competenza e serietà; al diavolo la dialettica che tanti piace ai giornalai di Mourinho, il piangersi addosso fingendo eroismo di Ferrara, le punzecchiature puntuali dei vari De Laurentiis e Zamparini. Esiste, nel mondo di oggi, un allenatore che parla di tattica, lo fa con toni pacati, non pensa al futuro. D'altra parte lo hanno chiamato per raggiungere un obiettivo, per una manciata di mesi di lavoro gli passeranno 350mila euro e, insomma, è un professionista.

Si chiama Alberto Zaccheroni, 270 minuti sulla panchina della Juve e 5 punti: imbattuto il tecnico romagnolo, sin dall'inizio della sua avventura non ha lesinato impegno e entusiasmo. Pur sapendo che il contratto che lo lega alla Vecchia Signora scadrà il 30 giugno: possibilità di rinnovo? "Zero, il mio contratto scade il trenta giugno. Però mi comporto come de dovessi restare qui venti anni. E i giocatori mi trattano come se fossi io a fine stagione a decidere chi va o chi resta" ha dichiarato alla rosea l'ex scudettato milanista. Ai microfoni di Mediaset Premium domenica pomeriggio dichiarò: "I giocatori mi ascoltano come se dicessi chissà che cosa". Schiettezza e chiarezza, i calciatori apprezzano.








D'altronde Zac è un tipo che raramente ha accettato compromessi, quel che davvero sa fare bene è lavorare: "Perché sono stato tre anni senza allenare? Perché sono poco televisivo, non ho un procuratore e non mi propongo, altrimenti dove arrivo arrivo debole. Ho temuto di essere uscito dal giro però ho avuto la forza di aspettare. Se mi sento ugualmente debole visto che ho un contratto di solo quattro mesi? No, perché la società è stata chiara, e quando è così non c'è mai problema. Mi hanno affidato un obiettivo, e sta a me far sì che la squadra raggiunga la Champions League, non importa se terza o quarta". Chissà, sotto sotto spera che il raggiungimento, in modo brillante, di taluni obiettivi possa valere una insperata riconferma: dopodomani passaggio ad Amsterdam, ore 19, contro l'Ajax l'ennesima prova per vedere se effettivamente c'è stata una "cura Zaccheroni". Da lì, il resto.

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