Mourinho: "Il Chelsea senza di me ha solo sofferto, Ancelotti non ha ancora vinto niente"


Ad una settimana dal confronto negli ottavi di Champions League con il Chelsea, José Mourinho manda frecciatine velenose alla sua ex squadra e Carlo Ancelotti. Tra Ancelotti e Mourinho non è mai corso buon sangue anche a causa del fatto che i due nella passata stagione hanno vissuto in prima persona la forte rivalità che c'è tra Milan ed Inter. Come sempre Mourinho all'approssimarsi di una sfida importante riscalda il clima e in questo caso lo fa ricordando al Chelsea come sia conciso la fine del ciclo vincente con il divorzio che ci fu nel 2007.

«Il Chelsea ha sofferto negli ultimi due anni e non è una coincidenza che il loro declino sia cominciato quando sono andato via io. C'è stato un rapporto unico tra manager, giocatori e tifosi e quando questo feeling si rompe non è facile ritrovarlo. Dopo di me hanno avuto tanti allenatori e forse alcuni non hanno avuto la mentalità giusta per il club, forse si è cercato di cambiare troppo rispetto a quello che avevamo creato. Sapevo che non c'era tempo per un piano a lungo termine con un proprietario come Abramovich, se non vinci il titolo nella prima stagione puoi dire addio a tutto, io ho dato al Chelsea tutto quello di cui aveva bisogno, ma ho sempre saputo che il mio lavoro non sarebbe durato per sempre, ma forse per loro sarebbe stato meglio non cambiare manager».

Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
Le foto di José Mourinho al Chiambretti Show
Josè Mourinho, dimissionario allenatore del Chelsea
Josè Mourinho, dimissionario allenatore del Chelsea

Anche per Ancelotti non ci sono state parole amichevoli, perché i due non sono amici e Mourinho ci tiene a sottolinearlo:

«Ancelotti non è mio amico e questo non cambierà. In Inghilterra rispettano l'allenatore straniero che porta la sua esperienza e la sua conoscenza, in Italia sei rispettato solo se sei un tecnico italiano, gli stranieri come me non sono considerati degni. Questo è il motivo per cui dico che sono stato felice di lavorare in Inghilterra. La società mi ha chiesto di provare a vincere il trofeo e io cercherò di riuscirci anche per meritarmi una lunga conferma. Ora abbiamo due sfide importanti con il Chelsea e queste saranno ovviamente due partite speciali per me. Io sono nella storia del Chelsea, un club che farà sempre parte di me. Adesso vediamo se Ancelotti riuscirà ad ottenere gli stessi successi che ho ottenuto io».

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