La scuola Ajax, idee e scoperte: così la Juve ora punta Van Der Wiel e Suarez


E' una filosofia consolidata, forse unica in Europa: lavorare alacremente sul settore giovanile, pescare ragazzi da ogni angolo del mondo, farli diventare campioni a 20 anni grazie alla disciplina, l'ordine, la cultura e un modo di giocare uguale per tutte le squadre di differenti età. Lanciare insomma nuovi talenti che vengon su grazie al rigore della scuola Ajax, club di Amsterdam che da decenni applica una politica controversa e affascinante: calcio totale, freschezza e gioventù, programmazione senza isterismi e poi raccolte, a cicli, di risultati incredibili. Certo, i lancieri non vincono qualcosa al di fuori dall'Olanda da più di 15 anni, era una squadra di fenomeni quella che vinse la Champions ai danni del Milan; ma i trionfi spesso non sono tutto e in questi cinque lustri hanno passato anche un'altra epoca d'oro.

Quella dei vari Huntelaar, Sneijder e Van der Vaart, una generazione di ragazzi che però non si è avvicinata neanche minimamente ai fasti degli anni '90. Ieri contro la Juve la squadra allenata sapientemente da Martin Jol (ex Tottenham e Amburgo), ha giocato a occhi chiusi (Zaccheroni dixit). Velocità, tocchi di prima, inserimenti e freschezza atletica, mettendo in mostra elementi di primissima qualità. Peccato però che questa brillantezza si sia vista dalla cintola in sù, con difesa a volte impreparata e con annessa inesperienza data dalla giovane età per via dei vari gol sbagliati contro vecchie volpi come Buffon o Legrottaglie. Citiamo alcuni giocatori, già noti per carità, ma che se la politica del club dovesse essere confermata faranno ancora parte del progetto dell'Ajax per altri 3-4 anni prima di volare via verso campionati più prestigiosi.


Le Foto di Ajax - Juventus 1-2
Le Foto di Ajax - Juventus 1-2
Le Foto di Ajax - Juventus 1-2
Le Foto di Ajax - Juventus 1-2


La massima dirigenza del club di Amsterdam intende infatti ritornare allo scudetto in due stagioni: attualmente l'Ajax è terzo a nove punti dal PSV e con un piede e mezzo fuori dall'Europa. Per far sì che questi propositi si trasformino in realtà non bisogna svendere subito i gioiellini di scena all'Amsterdam Arena, ma farli ancora crescere sotto l'esperta egida di Jol. Gregory Van Der Wiel ad esempio: esterno destro di 22 anni, corsa e buon tempismo in difesa, la Juve ci ha messo gli occhi da novembre. Già 7 presenze con la nazionale maggiore olandese, l'Ajax lo valuta 15 milioni. Troppi forse, non per il Manchester City che lo ha messo in cima alla lista di preferenze per la corsia destra della squadra di Roberto Mancini. Più grandicello Luis Alberto Suarez, 23 anni, prelevato dal Groningen: seconda punta, dribbling e fantasia, visione di gioco superba e gol facile.

Anche l'uruguaiano attaccante è da qualche tempo accostato alla Juve che, ricordiamolo, con l'attuale dirigenza prelevò Grygera proprio dal club olandese (anche se a costo zero). Ma ieri si è messo in evidenza anche Miralem Sulejmani: serbo classe '88, pagato 16 milioni di euro un anno e mezzo fa, nel glorioso club biancorosso dall'Heerenveen. Nella partita di ieri sera un gol spettacolare: va bene la leggerezza di uno Zebina praticamente trucidato nella corsa dal collega avversario, ma la velocità di passo, la lucidità nonostante una corsa di 70 metri e il bolide sotto le gambe di Buffon non sono roba facile. Non solo, ha mostrato anche ottima visione di gioco e, in generale, una rapidità che può far male in qualsiasi momento. Ma oltre a questi tre, menzione d'onore per Siem de Jong.

Nato in Svizzera ma di nazionalità olandese, ha appena 21 anni ma sembra un centrocampista fatto e finito. Tempismo e inserimenti, il bolide dai 35 metri poco fuori alla destra di Buffon è già cartolina di tutto rispetto. E poi colpi di testa e un palo clamoroso; ma a parte gli episodi e le occasioni da rete ha stupito per l'ordinata intensità mostrata nel comparto nevralgico del campo, non ci vorrà molto e verrà convocato anch'egli nell'Olanda dei grandi. E poi Emanuelson, anche se ieri è sembrato un po' sottotono, e Enoh, camerunense (il primo nella storia del club) che si è appiccicato su Diego e non l'ha fatto respirare. Infine non possono non nominarsi i più piccoli della ciurma, ieri subentrati a partita in corso: Eriksen è un centrocampista offensivo danese paragonato in patria a Laudrup (classe '92), Suk un attaccantino 19enne che sguizza come tutti i coreani. Benvenuti nel cantiere Ajax!

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