Inter, parla Mourinho alla vigilia della gara con la Samp: ne ha per Napoli, Roma e Juve


Domani torna il campionato dopo la sbornia europea: dove l'avevamo lasciato? Ah sì, certo, a quel posticipo con finale piccante e punzecchiature sull'asse De Laurentiis - Mourinho. Cinque giorni dopo il copione non manca, anche perché i giornalisti istigano il lusitano nella conferenza stampa pre-partita. Si ritorna su vecchie polemiche, pensieri circa gli avversari e le solite piccole provocazioni verbali; ma guai a parlare del Chelsea, per lo Special One esiste, ad oggi, solo la Samp, squadra che tra l'altro riuscì a battere i nerazzurri durante la partita d'andata: "E’ una squadra che sta bene, hanno vinto le ultime 4 partite. Però anche se fosse un avversario in difficoltà per me non cambierebbe nulla. E’ la partita più importante che abbiamo e io non cambio niente, niente turnover, niente pensieri al Chelsea, conta solo la Samp".

Con o senza Cassano, per il tecnico dell'Inter non ha importanza, rispetta i blucerchiati e schiererà tutti i giocatori migliori (anche se non ha convocato Balotelli e Santon, i "bambini" unici italiani, a sua detta "non stanno bene"): "Tante squadre quando arriva l’Inter cambiano modulo, atteggiamento, tutto. E la Samp ne è stato un esempio, come all’andata quando giocò col rombo che poi non ha più usato. Altre squadre giocano partite che sembrano amichevoli e poi contro di noi sembrano giocare la finale di Coppa del Mondo. Non è una critica, è la realtà e quindi conta restare concentrati sulla Samp. Più o meno facile giocarci contro con o senza Cassano? Non lo so. La cosa che conta è che loro stanno bene, a prescindere dal rendimento a sbalzi che hanno avuto. Hanno un’ottima classifica e questo è quello che conta". Poi le riflessioni su affari di casa altrui.

Si parte con la Roma, la cosiddetta anti-Inter nuova di zecca che in fin dei conti il portoghese loda: "Stanno bene, fanno tanti risultati positivi, la rispetto veramente perché per me ha qualità per lo scudetto, l’ho detto anche quando aveva problemi. Sono un gruppo di giocatori fantastico e hanno anche una società furba perché al momento del mercato piangono che non hanno i soldi ma poi quando gli si chiede uno dei loro dicono di no. Sono molto intelligenti". Per Mou il campionato non è chiuso, anzi, e sono infondate le voci che lo vogliono al Real Madrid la prossima stagione: "Capisco anche che ci siano giornali onesti e altri che non lo sono e inventano queste cose come di un contatto tra me e il Real". Le chiose finali sono per Napoli e Juve, per chiudere un discorso iniziato negli spogliatoi del San Paolo.

"Se allenassi mai una squadra con De Lauretiis presidente? Non ha i soldi per me" ha risposto categorico l'allenatore interista, pungolato poi circa la questione Bettega-Juve, col dirigente bianconero che aveva suggerito al tesserato più pagato dell'Inter di farsi, sostanzialmente, gli affari propri (in riferimento alle parole di Mourinho circa il rigore accordato a Del Piero contro il Genoa). "Non capisco, oggi tutti parliamo di quello che è successo in Bayern-Fiorentina e dovremmo fare gli struzzi su quello che succede a Torino? Solo in Italia c’è un’area di rigore di 25 metri" la battuta finale che avrà fatto scompisciare i giornalisti ad Appiano Gentile e milioni di tifosi in ogni angolo d'Italia.

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