Calciopoli: è la volta del Milan

Terminate le udienze, la Corte Federale si ritira in camera di consiglio. Nel pomeriggio è toccato al Milan difendere la propria posizione tentando di riconquistare con i denti un pass per l’Europa. Per il legale dei rossoneri l’attività svolta da Leonardo Meani era del tutto indipendente da quella della società: “E’ un personaggio marginale che



Terminate le udienze, la Corte Federale si ritira in camera di consiglio. Nel pomeriggio è toccato al Milan difendere la propria posizione tentando di riconquistare con i denti un pass per l’Europa. Per il legale dei rossoneri l’attività svolta da Leonardo Meani era del tutto indipendente da quella della società:

“E’ un personaggio marginale che non figura nemmeno tra i dipendenti del club. La natura delle sue innocenti iniziative è determinata da un lato dai suoi rapporti personali e dall’altro sono autodeterminate, sono esclusivamente roba sua. Sono iniziative autonome e lui è incontrollabile, perchè sono incontrollabili le cose che fa, visto che è inesistente da parte della società la possibilità di organizzare una vigilanza. La posizione funzionale di Meani è zero.”

Secondo Marco De Luca, avvocato di Adriano Galliani, l’amministratore delegato non ha mai approvato la condotta di Meani. Nell’intercettazione alla quale si fa riferimento, Galliani non dice nulla di compromettente non palesa alcun tipo di consenso, di partecipazione attiva alle mosse del collaboratore della società. Viene interpretata come ancora più grave l’esclusione dei rossoneri dalle coppe europee:

“La richiesta della procura di aggravare la sanzione al Milan così da escluderlo totalmente dalle coppe è illegittima, così come la sentenza della Caf. Non si può motivare una sanzione su quell’obiettivo, non si poteva e non si può perchè quella sanzione è prevista dalla lettera l. L’esclusione dalle competizioni non è prevista dalla responsabilità oggettiva”.

Tra domani e dopodomani la sentenza. Non sono da escludere colpi di scena.

via | adnkronos

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