Tommasi addio amaro: “Poca fiducia in me”

Dopo dieci anni di dedizione alla maglia giallorossa Damiano Tommasi saluta la capitale. Lo fa lontano da Trigoria, lontano dai suoi ex compagni, dai dirigenti, con i quali (è inutile nasconderlo) il rapporto sembrava essersi incrinato da tempo. L’amministratore delegato Rosella Sensi lascia le porte aperte ad un ritorno di Damiano in veste di dirigente



Dopo dieci anni di dedizione alla maglia giallorossa Damiano Tommasi saluta la capitale. Lo fa lontano da Trigoria, lontano dai suoi ex compagni, dai dirigenti, con i quali (è inutile nasconderlo) il rapporto sembrava essersi incrinato da tempo. L’amministratore delegato Rosella Sensi lascia le porte aperte ad un ritorno di Damiano in veste di dirigente societario, ma è lo stesso Tommasi a rifiutare motivando la sua scelta:
“Le parole di Rosella Sensi le avevo già sentite dal presidente Franco Sensi, non possono che farmi piacere, ma una delle cose che mi ha amareggiato di più è che c’è stata una rincorsa a salvaguardare la mia immagine di paladino che indica la retta via, più che a recuperare davvero il rapporto. Il fatto di sentire che tutti vogliono che io rimanga mi fa piacere, ma so che in realtà non è così, so che c’è a chi sta bene così”.

Il centrocampista di Negrar saluta Roma per cercare nuovi stimoli all’estero:
“Non è semplice trovare le parole per riassumere cosa è Roma per me, nè per far capire come è stato difficile per me andar via da Roma, alla quale devo gran parte della mia carriera. Non è semplice andar via: non fosse altro per motivi familiari, la mia vita è qui. Ma la decisione l’ho presa parecchio tempo fa, nel momento in cui mi sono accorto che le premesse per lavorare bene, dal punto di vista personale, iniziavano a mancare. Ora cercherò un’esperienza all’estero, se riuscirò a coniugare lavoro e famiglia. In Italia non voglio rimanere perchè l’unica soluzione che vedo sarebbe Verona, la città e la squadra dove sono cresciuto: nessun’altra mi darebbe le stesse motivazioni che ho avuto alla Roma”.
Lascia l’Italia un esempio del nostro calcio. Un grande uomo prima che un ottimo calciatore. In bocca al lupo Damiano, ovunque tu vada!

via | kataweb

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