Premier League sommersa dai debiti, le peggiori della classe sono Liverpool e Manchester United

michel platini

Che le squadre di Premier League, big comprese, non fossero in ottima forma da un punto di vista finanziario non è più un mistero. In questi ultimi mesi si è parlato molto dei debiti di Liverpool e Manchester United, entrambe in mano a "beneffatori" americani, ma a preoccupare è lo stato di indebitamento di tutto il movimento calcistico d'oltremanica. Il Guardian ha oggi pubblicato un articolo che si propone di analizzare l'ultimo "European Club Footballing Landscape", uno studio della Uefa che pone sotto la lente d'ingrandimento i conti delle 732 società affiliate all'organismo continentale nella stagione 2007/2008.

I dati sono allarmanti, parole di Michel Platini, e quel che preoccupa di più è il fatto che la drammaticità delle circostanze è determinata soprattutto dalla cattiva gestione delle inglesi. Il 56% del debito totale di tutti i club europei grava infatti sulle squadre di Premier League che accumulano così un passivo di poco inferiore ai 4 miliardi di euro, dato che poteva essere anche peggiore poiché dallo studio sono stati esclusi West Ham e Portsmouth che in quella stagione non aveano la licenza Uefa proprio a causa della loro disastrata situazione finanziaria. Manchester United e Liverpool da sole accumulano un quarto del debito complessivo inglese.

Il secondo campionato più indebitato è la Liga, ma il suo passivo è la quarta parte di quello della Premier, giusto per rendere l'idea delle proporzioni. A parziale consolazione intervengono i flussi in entrata, il campionato inglese resta sempre quello in grado di produrre maggiore ricchezza grazie ai 122 milioni di euro di entrate medie tra i 18 club presi in considerazione. Al secondo posto si colloca la Bundesliga, le sue squadre incassano in media 79 milioni di euro in una stagione, la lega tedesca è di sicuro la più virtuosa da un punto di vista economica: entrate molto elevate e spese contenute, frutto di gestioni oculate.

La Uefa pubblicherà l'aggiornamento di questo rapporto nelle prossime settimane, in quell'occasione renderà note anche le linee guida che tutte le società dovranno seguire a partire dalla stagione 2012/2013 per poter rispettare gli standard dell'organizzazione. La Football Association ha difeso le proprie squadre sostenendo che è abbastanza normale che chi guadagna di più abbia maggiori possibilità di contrarre prestiti con le banche, non è importante l'ammontare del debito ma la sostenibilità dello stesso, questo il pensiero della federazione inglese.

A queste parole però rispondono impietosi i fatti, il Portsmouth non è in grado di pagare nemmeno gli stipendi ai giocatori, il West Ham lentamente sta prendendo ossigeno dopo essere stato affossato dal crollo economico dei suoi proprietari e del suo sponsor islandesi. Situazioni che mostrano chiaramente che il modello inglese sta fallendo clamorosamente, urgono delle contromosse spinte magari proprio da quelle linee guide, Michel Platini lo chiama fair play finanziario, che dovrebbero portare un maggior equilibrio economico in Europa e allo stesso tempo garantire la sostenibilità di un club di calcio.

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