Ancora problemi per Roberto Mancini: Emmanuel Adebayor è stato squalificato per quattro turni

emmanuel adebayor

In questo periodo al Manchester City e al suo manager, l'italiano Roberto Mancini, non ne va una bene. In campionato la squadra appare leggermente in affanno e deve ancora lottare molto per conquistare il quarto posto, in settimana è arrivata anche l'eliminazione dalla FA Cup, lo spogliatoio lascia intuire malumori che suggeriscono come ancora non sia stato digerito l'esonero di Mark Hughes. A tutte queste difficoltà oggi se n'è aggiunta un'altra: la squalifica per quattro giornate dell'attaccante Emmanuel Adebayor.

Il togolese era stato espulso nel finale della partita di coppa contro lo Stoke City, reo di aver colpito al volto Ryan Shawcross. Alle normali tre giornate di stop previste in caso di rosso diretto il giudice sportivo ne ha aggiunta una quarta per la recidività del calciatore in episodi violenti. Sebbene sia la prima espulsione di questa stagione, Adebayor aveva già scontato tre giornate di squalifica in seguito all'esultanza provocatoria in occasione di un gol contro la sua ex squadra, l'Arsenal. È stato proprio questo episodio a orientare il giudice verso un inasprimento della pena.

Tutto questo accade alla vigilia della delicata sfida di Stamford Bridge contro il Chelsea. Mancini dovrà così rinunciare al togolese (salterà anche Sunderland, Fulham e Wigan) e a Patrick Vieira, anch'egli squalificato. Non sono soddisfacenti neanche le condizioni di un altro attaccante, il paraguayano Roque Santa Cruz non sembra infatti in grado di recuperare. Al tecnico italiano non resta che affidarsi a Carlos Tevez, appena rientrato dall'Argentina dov'era volato per stare vicino alla moglie che ha subito un parto prematuro con alcune complicazioni.

L'unica notizia buona arriva da Wayne Bridge. Il difensore,in questi giorni al centro dell'attenzione per la sua decisione di rinunciare alla nazionale, scenderà regolarmente in campo a dispetto di chi pensava che psicologicamente non avrebbe retto la tensione derivante dal fatto di ritrovarsi nel suo vecchio stadio di fronte al suo ormai non più amico John Terry. Chissà se i due si stringeranno la mano, Mancini si dice però sicuro che il suo giocatore, da grande professionista qual'è, disputerà una gran partita.

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