Juve, infortuni e incompetenza medica: e sparisce nel nulla Caceres


Avrebbe incassato quattro sberle al Craven Cottage una Juve che si fosse presentata con una difesa formata da Buffon in porta, Caceres a destra, Legrottaglie e Chiellini centrali, De Ceglie a sinistra? La risposta, con matematica certezza è: no. Anche col Bayern i bianconeri presero quattro sberle europee, mancava Chiellini. Ieri la difesa a tre formata da Grygera, Zebina e De Ceglie, con Chimenti in porta (comunque il migliore in campo), sarebbe stata difficilmente presentabile anche contro il Cittadella, il male oscuro che ha afflitto la Juve quest'anno ha un solo nome: gli infortuni.

Forse non tutti sanno che anche Paolucci e Immobile sono out per acciacchi, Legrottaglie e Giovinco idem, e poi i due portieri e Chiellini. Marchisio e Iaquinta, ieri in panca ma comunque alle prese col mal di schiena. E poi Martin Caceres. Che diavolo di fine ha fatto il Pelado? Contro il Genoa piazzò quel cross perfetto sulla testa di Amauri, poi nel riscaldamento all'Amsterdam Arena si fermò misteriosamente. E non è più tornato. L'uruguiano è out per una addominalgia da sforzo, un dolore ai muscoli addominali di difficile soluzione; per lui si è mobilitato anche il Barcellona che ne detiene il cartellino e dalla Spagna circolano voci polemiche dello staff sanitario dei blaugrana.

I medici catalani rimproverano quelli juventini per la cattivissima gestione della patologia, ieri Caceres è volato da Barcellona a Monaco di Baviera per un ulteriore consulto con la dottoressa Ulrike Muschaweck. Per il momento si è scelto di non operare il giocatore, ma questa bega fisica rischia di far saltare la trattativa tra i due club per la risoluzione del prestito: Bettega voleva fortemente trattenere il giocatore ma a cifre inferiori a quelle pattuite in estate (l'obiettivo era di accaparrarselo per 7-8 milioni), ma a questo punto il Barça potrebbe voler puntare sul giocatore e curarselo da sé. Resta in ogni modo una gestione sanitaria di questi campioni a dir poco imbarazzante: cadute e ricadute, Iaquinta out all'infinito per un menisco e quasi 80 infortuni stagionali. Con Agricola (e senza Vinovo) questo non accadeva.

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