Juve, pronta la rifondazione a partire dalle radici

Non sono più le frequenze, a volte disturbate, dell’implacabile e chiacchierona radiomercato; che urga una rifondazione a casa Juve ormai lo sanno tutti e così fare pronostici, nomi e supposizioni non è più un gioco, quanto una necessità che coinvolge in primis la proprietà bianconera. Per altro alcune certezze ci sono già e da quelle


Non sono più le frequenze, a volte disturbate, dell’implacabile e chiacchierona radiomercato; che urga una rifondazione a casa Juve ormai lo sanno tutti e così fare pronostici, nomi e supposizioni non è più un gioco, quanto una necessità che coinvolge in primis la proprietà bianconera. Per altro alcune certezze ci sono già e da quelle possono intuirsi mosse e contromosse. Punto primo: Zaccheroni non verrà riconfermato. Dopo alcune buone partite era balenata in mente l’idea di ripartire col tecnico romagnolo, l’ultima settimana orribile ha fugato ogni dubbio. Certezza numero due: il progetto Lippi è naufragato, con lui i suoi fedelissimi Cannavaro, Grosso e Amauri. Per i primi due la riconferma è quasi un’utopia (al napoletano scade il contratto annuale, il laterale potrebbe rescindere).

Ma anche a Zebina potrebbe essere proposta la rescissione, mentre si cerca una misera plus-valenza per Grygera, arrivato a parametro zero dall’Ajax e ormai al capolinea dell’avventura torinese. Di certo sul mercato verrà messo Felipe Melo che creerà sì una minus-valenza, ma che comunque libererà la società dall’imbarazzo vuoi per i pessimi rapporti che ormai ha finanche con la tifoseria, vuoi per l’ennesimo ingaggio importante. E saranno da valutare attentamente le posizioni di Legrottaglie e Trezeguet, due senatori di cui questa Juve non pare voglia contare (a torto, secondo il mio modesto parere). Addirittura Buffon è sulla lista “gialla“, quella di coloro in bilico: in caso di offerta irresistibile, anche il portierone azzurro potrebbe fare le valigie.

Paiono risolte le situazioni “a metà” di Tiago e Molinaro: l’Atletico Madrid riscatterà il primo per 8 milioni di euro, lo Stoccarda il terzino cilentano per 4 milioni e mezzo. Senza gli ingaggi di alcuni “ricconi“, coi soldi delle cessioni, con qualche immissione di liquidi da parte della proprietà e con, sperano in Corso Ferraris, i soldi della Champions, ecco che può pianificarsi la prossima stagione con un bel gruzzoletto e senza commettere ormai reiterati errori. Vediamo reparto per reparto chi è sicuro di restare e chi potrebbe arrivare.

In porta: Buffon al 85% rimane il numero 1, e probabilmente resta anche Manninger; nel caso però che il Campione del Mondo dovesse fare le valigie, ecco pronto Marchetti anche se trattare con Cellino non sarà facilissimo.

In difesa: sicuri della riconferma Chiellini e De Ceglie, per Caceres dovrebbe farsi uno sforzo per il riscatto, Legrottaglie alla fine rimane. Anche Brazzo, jolly comunque non da buttare, per la corsia destra in caso di emergenza. Urgono rinforzi e allora ecco che le attenzioni principale sono rivolte a Bonucci, con Tasci che porebbe alfine giungere sotto la Mole durante l’operazione di riscatto di Molinaro. A destra assalto a Cassani?

A centrocampo: a gran sorpresa Poulsen si è conquistato la fiducia e nonostante l’ingaggio esoso dovrebbe essere ancora a Torino; con lui anche Sissoko e Marchisio, e ancora Candreva, Giovinco, Camoranesi e Diego. Bettega non reputa Criscito da Juve, ecco allora pronto lo scambio con Palladino che presidierebbe la fascia di sinistra. Vargas monitorato e seguito. La settimana scorsa si è fatto il nome di Febregas (Melo più soldi ai Gunners), in realtà il regista potrebbe essere Almiron, anche se l’argentino sarà molto più probabilmente inserito nella trattativa per Bonucci. Ledesma, Gago e D’Agostino in rampa di lancio, ma occhio anche a Ekdal che torna di certo e combatterà per un posto da titolare.

In attacco: Del Piero e Iaquinta gli inamovibili, Trezeguet e Amauri in forse. Alla fine uno dei due abbandonerà il Piemonte, se non entrambi, e allora serviranno sostituti: la trattativa più avanzata è quella con Pazzini, ma attenzione anche alle piste che portano a Maccarone e Matri. Dzeko fantasia da giornalai.

E infine la panchina, the last but not the least: chi per il dopo Deschamps – Corradini – Ranieri – Ferrara – Zaccheroni? Capello? Mancini? Ma no, signori, il nome è uno soltanto: Cesare Prandelli, che vuole finire al meglio la stagione coi viola prima di ritornare a “casa”. Se dovesse saltare all’ultimo la trattativa col mister di Orzinuovi, allora si tenterà con Allegri, ma la proprietà si fida nettamente di più del trainer lombardo. Proprietà che forse non si avvarrà del lavoro di Alessio Secco: il ds attuale ha deluso, senza dubbi, Marotta e Baldini danno molte più garanzie.

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