Calciopoli: Zeman deluso, “non cambierà nulla”

L’effigie del calcio pulito, il simbolo di un modo di vedere il pallone oramai “antico”, ma nel senso positivo del termine, il portabandiera del 4-3-3: signori, stiamo parlando di mister Zdenek Zeman. Il tecnico boemo non batte ciglio, ma le sue parole sono amare, di chi rassegnato segue con coerenza estrema la sua strada, il



L’effigie del calcio pulito, il simbolo di un modo di vedere il pallone oramai “antico”, ma nel senso positivo del termine, il portabandiera del 4-3-3: signori, stiamo parlando di mister Zdenek Zeman.
Il tecnico boemo non batte ciglio, ma le sue parole sono amare, di chi rassegnato segue con coerenza estrema la sua strada, il suo destino. Le parole di un uomo che ha sempre lottato contro i mulini a vento riuscendo in alcuni casi (vedi il processo per doping) quasi a sconfiggerli.
Ma il tecnico non ci sta. L’occasione di dare una svolta al calcio moderno è stata irrimediabilmente gettata via:

“Il calcio ha perso una grande occasione, si continuerà con lo stesso andazzo, morale, sport, etica sono altre cose, se oggi non valgono è un altro discorso. Il sistema era da punire. Mi sembra strano che uno come Carraro sia stato giudicato da una corte per buona parte nominata da lui. Alla fine ho pagato più multe io alla Caf che lui, eppure mi sembra che ho fatto meno danni.”

Fiorentina, Lazio e Milan anche se con qualche affanno, militeranno anche per l’anno venturo nella massima serie. Chi ripartirà dalla B è la Juventus sua eterna rivale ed una delle favorite (nonostante la penalizzazione) insieme al Lecce alla promozione in A:

“Non mi farà effetti particolari affrontare la Juve in B: l’ho già affrontata varie volte”

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