Italia, toto-allenatore per il dopo Lippi: chi al posto del viareggino dopo i mondiali?

I mondiali sudafricani distano poco più di due mesi, speranze e sogni di milioni di italiani, addetti ai lavori compresi, si trasformeranno in incubo o in splendida realtà a seconda delle scelte del ct Marcello Lippi, fortunato e audace quattro anni fa in Germania, ma ad oggi poco credibile (anche alla luce della disastrosa Confederations


I mondiali sudafricani distano poco più di due mesi, speranze e sogni di milioni di italiani, addetti ai lavori compresi, si trasformeranno in incubo o in splendida realtà a seconda delle scelte del ct Marcello Lippi, fortunato e audace quattro anni fa in Germania, ma ad oggi poco credibile (anche alla luce della disastrosa Confederations Cup della scorsa estate) e anche un po’ svogliato. Lui assicura che i suoi ragazzi, rispetto ai giocatori delle altre nazionali, sanno qual è la formula per arrivare alla vittoria, ma nonostante proclami e iniezioni di autostima, parole al miele tra il viareggino ed Abete e chi più ne ha più ne metta, sembra inevitabile, per non dire scontato, che il secondo mandato di Lippi quale ct azzurro termini a luglio. E non ce ne sarà un terzo.

Ma chi al posto dell’allenatore toscano? (Partecipa al Sondaggio!) I nomi sono cinque, c’è da giurarci che alla fine si siederà sull’ambita panchina l’out-sider che non ti aspetti. Già, perché la situazione dei “magnifici 5” appare incociliabile con un incarico del genere, anche se nella vita, o meglio nel calcio, “mai dire mai“. Dunque, il primo nome è quello di Cesare Prandelli: ieri ha ribadito di voler rispettare il contratto con la Fiorentina fino al 2011, intanto gli alita sul collo la Juve, un arruolamento in azzurro appare poco probabile. Si autocandida, ma fra 3-4 anni, Claudio Ranieri: strapparlo alla Sensi, dopo la magnifica notte di sabato scorso (e non solo) appare difficile, se non impossibile. E Carlo Ancelotti, erede naturale di Lippi, difficilmente rinuncerà alle sterline di Roman Abramovich, benché tentato.

Fantasiosa ma poi nemmeno tanto la candidatura di Gianfranco Zola: inverosimile se guardiamo i risultati del genio sardo come coach del West Ham, più plausibile invece considerando gli ottimi rapporti con la Federazione dopo l’esperienza quale vice di Pierluigi Casiraghi alla guida tecnica dell’Under 21. E poi c’è Massimiliano Allegri: giovane, brillante, a tratti vincente, un suo insediamento quale ct dell’Italia ricorderebbe molto il mandato poco fortunato di Roberto Donadoni di due anni fa, ossia buone credenziali ma poche, con l’inesperienza che potrebbe rivelarsi o incredibilmente fruttuosa o miserevolmente fallimentare. Se poi ci si mette pure Franco Ordine che sulle colonne de Il Giornale indica Paolo Maldini quale successore ideale di Lippi, ecco che allora il rebus si ingarbuglia.