Baldi, consigliere della Roma: "Nostri risultati onesti, Moratti doveva prendere esempio da Sensi"


L'insulsa gara dell'ostentazione di onestà si arricchisce di un nuovo capitolo. Michele Baldi, consigliere dell'As Roma, rivendica per il suo club la palma della correttezza e della coerenza e bacchetta Massimo Moratti, reo di non aver seguito i consigli del compianto Franco Sensi, negli anni che precedettero il processo di Calciopoli. Forse non è un caso che l'intervento di Baldi arrivi all'indomani della pubblicazione dell'intercettazione tra Innocenzo Mazzini e Daniele Pradè e di un altro dialogo, alquanto ambiguo, tra Pairetto e Bergamo, in cui i due discutevano di un referto arbitrale che riguardava Francesco Totti.

A margine della conferenza stampa di presentazione della nuova veste de "Il Romanista", Baldi ha ribadito l'onestà della gestione della famiglia Sensi: "I risultati della Roma sono frutto non solo di un grande lavoro, ma soprattutto di un lavoro onesto - ha detto Baldi - . Se si fossero seguite le scelte e le idee di Franco Sensi si sarebbe evitato lo spettacolo indecoroso di calciopoli, invece quasi tutti gli altri presidenti non l'hanno fatto, come ad esempio Massimo Moratti. Se questo scudetto arriverà, sarà lo scudetto della coerenza - ha aggiunto Baldi - . Quando Franco Sensi divenne presidente della Roma e decise che alcuni collaboratori come Luciano Moggi non andavano bene, quelle furono scelte chiare e importanti, che alcuni giudicarono autolesioniste. Sensi sarebbe potuto diventare presidente della Lega e avrebbe cambiato il calcio dall'interno, evitando gli scandali di oggi. Ma gli altri decisero di continuare con il sistema esistente, non ultimo Moratti".

"Oggi che la Roma sta compiendo questo miracolo - ha concluso Baldi - esigiamo rispetto. La faccia pulita di Rossella Sensi dovrebbe essere di esempio perché la nostra è una storia pulita. Non abbiamo gente che ha giocato con bond e fondi neri. Le nostre scelte finanziare sono state fatte per amore". Eppure qualche macchia c'è stata: i Rolex d'oro da 25 milioni di lire l'uno regalati da Sensi per il Natale 1999 (e altri 37 d'acciaio per gli altri direttori di gara di A e B), ai due designatori arbitrali Pairetto e Bergamo e liquidati dai dirigenti romanisti "gesto di normale cortesia" o anche la presentatazione di fideiussioni false come garanzia per l'iscrizione al campionato 2004/2005. Chi è senza peccato scagli la prima pietra...

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