Juve, meglio l'Europa League o nulla?


E ora a 360 minuti dalla fine del campionato recuperare ben sei lunghezze alla Sampdoria appare sfida ardua, con quel quarto posto che si allantona facendo avvicinare nubi di preoccupazione in seno alla società bianconera. La Juve quest'anno non ne ha azzeccata una e dopo la sbronza depressiva pensare al futuro a volte fa più male che altro; 13 sconfitte, più di squadre come Parma, Bari, Catania e Lazio, senza contare quelle sparse tra Coppa Italia e competizioni europee, un'Odissea agghiacciante in tunnel degli orrori da cui sarà difficile ripartire con entusiasmo. L'estrema speranza per strappare un sorriso a tifosi e club è quello di una incredibile rimonta e, calendario alla mano, gli irriducibili ottimisti possono trovare un briciolo di convinzione.

Bari a Torino, poi trasferta di Catania, quindi ancora gara casalinga contro il Parma per chiudere a San Siro contro il Milan. Tre squadre salve e i vecchi rivali che non hanno più niente da chiedere, a parte forse la tignosa trasferta contro il velenoso Mihajlovic pensare a 12 punti, nonostante il disastro tecnico, fisico e tattico mostrato quest'anno dalla Vecchia Signora, non è poi un'eresia. Di contro la Samp va a Roma contro i giallorossi e a Palermo, ospitando anche un Napoli che di sicuro avrà qualcosa da dire; i rosanero invece oltre i blucerchiati, hanno il Milan e due trasferte, Siena e Bergamo, in cui i passi falsi saranno dietro l'angolo. E se lo scherzetto lo facesse il Napoli? Cagliari, Chievo e Atalanta, ma quell'ultimo scoglio al Marassi potrebbe complicare tutto. Insomma, incroci che potrebbero sorridere alla Juve.

Ma, come detto, ci vuole una bella dose di ottimismo. Più verosimilmente la squadra, che non ha ancora un allenatore per la prossima stagione e una rosa che verrà potata e rimodellata, parteciperà all'Europa League, magari da settima o da sesta: traduzione, prima partita il 29 luglio. Quindi ritiro anticipato, senza i nazionali del Mondiale; per di più con introiti ridotti di un quinto rispetto alla Champions, trasferte al giovedì e spesso in città logisticamente più ostiche. Rischi infortuni e appeal comunque scarso, alla fine c'è chi pensa che se proprio non sarà Champions, allora è meglio che non sarà nulla. Trentotto partite domenicali, qualche impiccio in Coppa Italia, e la concentrazione settimanale per arrivare allo scudetto, come se si ripartisse dal 2007/08: già, tre anni buttati al vento.

  • shares
  • Mail
12 commenti Aggiorna
Ordina: