La Juventus, primato tra dubbi e certezze...

Grande Alex
La Juve mette in archivio la 27esima giornata, la classifica resta invariata, il ventinovesimo titolo sembra a portata di mano e, a meno di clamorose sorprese, dovrebbe arrivare puntuale come i rincari di benzina.
Ma la Juve non è in salute, da un punto di vista forse eccessivamente catastrofico non è a posto in nessuna zona del campo.

Analizzando il pacchetto arretrato appare abbastanza evidente che gli unici segnali positivi provengano da un Buffon che gradualmente sta ritrovando la propria proverbiale sicurezza, questione di tempo ormai il recupero completo, ottima notizia anche in ottica Mondiale.
Il resto del reparto è leggermente rilassato, concede troppo alle squadre avversarie soprattutto nei primi minuti di gioco e anche in quelli finali (si ricordi Brema) non risulta proprio impeccabile. L'unico a non perdere colpi è il colosso Thuram, isolato ed evidente svarione stagionale quello di Roma contro la Lazio; Cannavaro talvolta inciampa forse anche a causa dell'età e delle troppe partite giocate. Tutti gli altri sono ottimi calciatori, ma soprattutto sulle fasce si evidenzia qualche lacuna: fondamentale appare dunque il recupero di Zambrotta.

Il centrocampo potrebbe anche essere promosso in blocco se non fosse per l'opaca controfigura che Vieira sta mostrando di sé. Il suo rendimento è troppo discontinuo e alterna giocate illuminate e momenti di buio troppo lunghi, senza contare la tendenza pressocché perenne a finire nella lista dei cattivi; il peggio è che nel suo ruolo non ci sono alternative, non del suo livello almeno. Per quanto potrà reggere il valoroso Emerson tutto il carico di lavoro nella zona nevralgica del campo?

Ma le brutte notizie vengono soprattutto dall'attacco. Nessuno ne parla ma Trezeguet non è più spaventosamente puntuale in zona gol come ci aveva abituato (la tripletta di Ascoli è un'oasi nel deserto), Ibrahimovic è nervoso, impreciso e a volte irritante e i pochi gol segnati non bastano certo a salvarlo in una stagione che avrebbe dovuto consacrarlo. Il solo Del Piero con il prezioso aiuto dei colleghi più offensivi del centrocampo (Nedved, Mutu e Camoranesi) sta tenendo alto il buon rendimento di tutto il reparto.

Ora, la domanda è questa: riuscirà questa squadra ad arrivare a Parigi e magari tornare con una coppa? O la stagione le riserverà l'ennesima affermazione nazionale condita da una delusione europea, con il risultato di rendere meno apprezzato quel titolo che farebbe da preludio alla terza stella? Si vedrà, fra sette giorni avremo le prime risposte. E c'è da stare certi che Capello, nel proprio bagaglio di esperienza, ha le risorse per massimizzare la resa di questo gruppo, sulla carta secondo a nessuno in tutto il mondo.

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