L'Intervista di Marcello Lippi al Festival del Giornalismo di Perugia


Ieri, nel contesto del Festival del Giornalismo di Perugia, il vicedirettore della Gazzetta Giacomo Valenti ha intervistato Marcello Lippi. Vi offriamo una trascrizione delle domande e delle risposte del nostro CT che si prepara ad affrontare con l'Italia il Mondiale in Sud Africa.


Due parole per descriverti?

Non è facile descriversi, di certo posso dire che amo alla follia il mare e il calcio. Credo di essere una persona con i suoi pregi e i suoi difetti (Sono certamente un po' permaloso), ma sono sicuramente sincero, anche a costo di litigare.

Cosa ne pensi della crescita di un partito come la Lega Nord i cui esponenti non tifano per l'Italia?

Sono contro ogni tipo di razzismo, per me gli uomini sono tutti uguali, e non mi piace sentir parlare di secessione.

Il tuo soprannome più celebre è quello di Paul Newman del calcio...

è una storia vecchia, hanno cominciato quando ero allenatore del Cesena, nell'89/90, era un complimento anche se all'epoca Newman aveva più di 80 anni.

Il tuo rapporto con i giornalisti?

Il rapporto con i giornalisti non è difficile, è un rapporto vero. Chi va sempre d'accordo con tutti non è una persona vera. Ho litigato spessissimo con tanti giornalisti, anche mandandoli a quel paese, ma non sono uno che porta rancore, non accetto però di non poter dire in faccia a qualcuno che si è comportato male con me.

Leggi i giornali?

Ho l'abitudine di leggere 4-5 quotidiani tutti i giorni, mi alzo molto presto, poi mi informo così se qualche giornalista alle 9 del mattino mi chiama per "tastare il terreno" gli posso rispondere "hai anche il coraggio di chiamarmi dopo quello che hai scritto?".


Marcello Lippi

Marcello Lippi
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Marcello Lippi
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Cosa ne pensi di Mourinho?

Mourinho è uno stratega, riesce a creare un rapporto di grande stima e rispetto con i suoi giocatori proprio perché attira tutte le attenzioni su di lui, scaricando la tensione dai suoi ragazzi.

Come sai soltanto due squadre hanno vinto il Mondiale per due edizioni consecutive, l'Italia e il Brasile...

Ti dico di più, l'unica volta in cui una nazionale ha vinto due mondiali, nel '34 e nel '38, con lo stesso allenatore è stata l'Italia di Vittorio Pozzo, speriamo che porti bene. Certe analogie ci sono, nell'82 la squadra si era qualificata con una giornata d'anticipo, è successo anche nel caso del 2006 e quest'ultima volta. Rifaremo, in maniera non voluta, l'amichevole con la Svizzera...

...si parla anche quest'anno di Calciopoli come quattro anni fa...

Giusto, praticamente abbiamo già vinto.

La possibilità che Nesta sia convocato?

Non rispondo dei singoli, su Nesta posso dire che sono stato io a chiederglielo di fare un altro mondiale e lui mi ha risposto che non vuole, rispetto al sua decisione. Poi si è fatto anche male, è un discorso chiuso.

E' vero che non ti piace una nazionale con gli oriundi?

In una trasmissione di Simona Ventura mi chiesero degli oriundi e io risposti "non ne vorrei tanti", ma non ho mai detto "di non volere oriundi".

Quindi Amauri...?

Amauri aveva già preso una decisione, me l'aveva detto, "voglio giocare con l'Italia". Ora valuterò le sue prestazioni come qualsiasi altro italiano.

Ti danno fastidio i tormentoni che ci sono su alcuni giocatori come Cassano e Balotelli?

Non mi scocciano, bisogna dire che tutti i ct che hanno ceduto alle pressioni dei media poi sono tornati a casa senza nulla in mano. Cassano ieri ha risposto "Lippi chi?", come avevo fatto io con lui all'epoca, è stato molto simpatico. Balotelli? Quando sarà completato il processo di maturazione che sta mettendo in atto l'Inter lo prenderò in considerazione. Il processo non mi pare evidentemente completato, nonostante gli sforzi dell'Inter.

Ci sono perplessità sul rendimento di alcune colonne della tua nazionale, almeno guardando questa stagione sportiva, sei preoccupato?

Io sarei più preoccupato se avessero giocato tutto l'anno bene. Io ho sempre detto ai miei ragazzi: voi giocate in due squadre, quella che vi paga e la nazionale, la squadra dei vostri sogni. Non è detto che giocando male nella sua squadra poi facciano male anche con l'Italia. Vedrai che sarà così.

Come vi preparerete alle condizioni climatiche che troverete in Sud Africa?

Ce ne siamo resi conto anche l'anno scorso quando abbiamo fatto la Confederations. Abbiamo sofferto l'altitudine, per questo faremo la preparazione di 15 giorni al Sestriere, oltre i 2000 metri. Non lavoreremo in maniera durissima, dopo una stagione così difficile saremo lì soprattutto per prepararci a sopportare la rarefazione dell'ossigeno.

Quale partita temi di più del girone?

La prima partita, ovviamente la temo di più, ma occhio al Paraguay che per due anni, prima di essere superato dal Brasile alla fine, in testa al girone di qualificazione sud americano. Sarà un avversario impegnativo.

Prima della partita con la Germania non hai fatto allenare i giocatori, ci puoi raccontare questo aneddoto?


Quella mattina lì avevo l'impressione che ci fosse qualcuno, magari qualche spia tedesca, a riprendere l'allenamento, allora chiamai la squadra e decisi di non fargli fare l'allenamento. Ho detto hai ragazzi di mostrare il sedere verso il boschetto da cui pensavo ci stessero osservando, il fatto che quest'immagine non sia mai venuta fuori mi induce a pensare non ci fosse in realtà nessuno.

La suggestione di un eventuale finale Inghilterra - Italia?

La finale con l'Inghilterra sarebbe teoricamente possibile guardando il tabellone, certamente mi piacerebbe, soprattutto mi piacerebbe vedere la faccia di Capello al momento dell'Inno d'Italia.

La favorita per la vittoria finale?

Il Brasile è naturalmente la grande favorita, ci sono 1500 giocatori che giocano nei campionati di tutto il mondo, è sempre la favorita, questa volta non fa eccezione. Però se la nazionale più forte del mondo ha vinto "solo" 5 volte e l'Italia 4 vuole dire che c'è spazio per tutti. Anche nella Confederations prima del 2006 il Brasile dava 4 gol a tutti, poi è uscito agli ottavi e ha vinto l'italia, perché non potrebbe accadere di nuovo?

I tre migliori calciatori che hai allenato?

Ne cito soltanto uno: Zinedine Zidane. Voi non avete idea di cosa riusciva a fare in allenamento. Fantastico. Maradona il migliore vent'anni prima, nei 20 anni successivi Zidane. Anche per la sua sensibilità, umiltà, semplicità. Chissà perchè ha avuto quel colpo di testa nella finale mondiale?

Le tue partite più belle da allenatore di club?

Due partite che ricordo quando allenavo la Juventus: Milan - Juve 1-6 e tre giorni quella di Amsterdam, dove andammo a vincere 2 a 1 con l'Ajax.

Quelle che vorresti rigiocare?

Naturalmente le tre finali perse di Champions. Non credo sia stato un caso che l'unica volta che abbiam vinto è stato quando eravamo già fuori dalla lotta scudetto.

Un pronostico sull'Inter in Champions?

Ha ragione Mourinho quando dice che l'inter ha il 50%, io spero passi, ma non è facile giocare contro il Barcellona. Se passasse potrebbe essere l'anno giusto, con tutto il rispetto per il Bayern.

Ti è rimasto un cruccio per non aver vinto nulla con quando allenavi l'Inter?

Non mi è rimasto il cruccio di non aver vinto con l'Inter perché non si può pensare di avere una vita solo di successi. Mi sono tolto tante soddisfazioni, quello è stato il momento no, ma è normale che sia così.

Marcello Lippi

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