Moggi, Mazzini e Giraudo radiati dalla FIGC - Moggi: "Si dovrebbero vergognare"


A distanza di 4 anni dalle sentenze sportive che comminarono 5 anni di squalifica (il massimo possibile) a Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini arriva oggi, a sorpresa, la definitiva decisione della Federazione riguardo la radiazione dei tre soggetti. I due ex dirigenti della Juventus e l'ex vicepresidente federale non potranno mai più ricoprire ruoli federali ed essere tesserati.

Per quello che vale (nella sostanza zero) è la pietra tombale sulla speranza di riabilitazione che fra i tre sicuramente nutriva Luciano Moggi anche se questo non esclude in realtà la possibilità di lavorare come consulente esterno per una qualunque società. La procedura, un po' come tutte quelle che hanno visto la giustizia sportiva alle prese con le vicende di Calciopoli, è alquanto anomala oltre che tardiva.

Sui tre pendeva da 4 anni una "proposta di radiazione" che secondo il codice di giustizia sportiva vigente all'epoca doveva essere decisa dal Presidente. Giancarlo Abete ha sempre evitato di apporre la sua firma facendo finta di nulla, almeno fino ad oggi quando è riuscito a trovare la più bieca delle scappatoie per riuscire a non prendere una posizione netta, ma contemporaneamente a lanciare un messaggio.

Questo il comunicato della Federazione tratto da Gazzetta.it:


La sezione consultiva, che si era riunita il 13 aprile scorso sotto la presidenza del dottor Giancarlo Coraggio, "esprime il proprio parere interpretativo dell’articolo 19 del Codice di Giustizia sportiva, in materia di preclusione nei ranghi della Figc. La richiesta di interpretazione era stata formulata nelle settimane scorse dal presidente della Figc, a fronte di un vuoto normativo creatosi nel passaggio tra la disciplina del vecchio Codice di Giustizia sportiva e il nuovo testo normativo entrato il vigore il 1° luglio 2007. Nel suo parere, all’esito della discussione collegiale, la Sezione consultiva della Corte di Giustizia scrive testualmente: “si ritiene che il provvedimento di preclusione debba ritenersi implicito, quale effetto ex lege, nelle decisioni con cui gli organi della giustizia sportiva, dopo aver irrogato la sanzione della sospensione nella misura massima, si sono pronunciati nel senso della particolare gravità delle infrazioni.

In soldoni Abete ha chiesto ad un organo terzo, la sezione consultiva, l'autorizzazione a poter "non esporsi" grazie all'applicazione del nuovo codice di giustizia sportiva, in vigore successivamente alle condanne, che non prevede il parere del Presidente per stabilire la radiazione di un tesserato.

Posizione a dir poco "pilatesca", per non parlare della data, più che simbolica, nella quale la sezione consultiva ha stabilito che questa radiazione "debba ritenersi implicita". Proprio il 13 Aprile, la giornata in cui la difesa di Luciano Moggi lanciava la sua controffensiva al Processo di Napoli con la richiesta di acquisizione di 75 telefonate (e ne potrebbero spuntare altre) che hanno dimostrato un fatto del tutto ignoto ai giudici che redassero le sentenze del 2006: le comunicazioni con designatori e arbitri in attività quantomeno non erano prerogativa del capo della "cupola moggiana".

Durante la registrazione del programma tv Chiambretti Night è arrivata la prima reazione di Moggi che ha messo in evidenza la


Mia radiazione? Non so nulla, non so cosa significhi, si dovrebbero vergognare dopo quello che è venuto fuori. Parlo per me, Giraudo, per coloro che soffrono questa situazione, dovrebbero radiare Carraro. Non ho mai detto che tutti sono colpevoli e che quindi non c'è nessun colpevole. C'è una prassi, bisogna radiare Carraro quando dice nelle intercettazioni che bisogna salvare la Fiorentina e la Lazio.

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