Moggi a Matrix: litigio con Liguori, confusione, ma anche aria nuova

Come cambiano i tempi. Luciano Moggi a Matrix ha avuto per la prima volta dopo 4 anni, almeno su una rete generalista, la possibilità di esporre la propria verità. Con ospiti il “redento” Oliviero Beha, il consulente Nicola Penta e l’avvocato Maurilio Prioreschi l’esagitato Paolo Liguori ha fatto, proprio lui, la figura del folle revisionista.

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Come cambiano i tempi. Luciano Moggi a Matrix ha avuto per la prima volta dopo 4 anni, almeno su una rete generalista, la possibilità di esporre la propria verità. Con ospiti il “redento” Oliviero Beha, il consulente Nicola Penta e l’avvocato Maurilio Prioreschi l’esagitato Paolo Liguori ha fatto, proprio lui, la figura del folle revisionista. Tutto alla rovescia. Alessio Vinci (lo possiamo dire, inadeguato al compito) ha faticato non poco per tenere a bada gli scontri fra l’ex direttore generale della Juventus e il direttore di TgCom.

Improvvisamente la tesi difensiva di Moggi acquisisce dignità, non si tratta più delle farneticazioni di un boss caduto in disgrazia, si parla delle intercettazioni fra Paolo Bergamo e Giacinto Facchetti (ne spunta addirittura una nuova di zecca che riguarda lo “score” con l’Inter dell’arbitro Bertini) addirittura hanno tribuna su Canale 5 gli esiti del comico controesame del Tenente Colonnello Auricchio al processo di Napoli.

Impossibile non andare con la mente alle puntate di Matrix del 2006/07, condotte da Enrico Mentana. Quelle con l’arbitro De Santis e il designatore Bergamo, quelle in cui i due si difendevano parlando di fatti (ad esempio dei frequenti rapporti telefonici con dirigenti di tutte le squadre, Inter compresa) che le informative dei carabinieri curiosamente non avevano evidenziato rendendo in automatico indecenti menzogne le parole dei due “sodali della Cupola”.

C’era solo Liguori ad urlare l’intangibilità del defunto Facchetti, anche Oliviero Beha (che del suo piccolo ha compiuto una metamorfosi notevole dal 2006 ad oggi) ha finito per zittirlo richiamando al valore della “ricerca della verità a 360°“.

Comunque la si pensi stasera c’è da registrare un cambiamento, qualcosa di nuovo, nell’informazione mainstream italiana, comunque la si pensi.
Non sono tutti dei pazzi visionari quanti ritengono quantomeno gonfiate le responsabilità di Luciano Moggi in Calciopoli.

Obbligatorio domandarsi se le sentenze sportive del 2006, quelle che la piazza pretendeva di ottenere ed ha ottenuto, sarebbero state diverse con una trasmissione di Canale 5 a raccontare lo scandalo (anche) in questa maniera.

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