La storia del Twente, dalla quasi bancarotta al primo storico scudetto in Olanda

In Olanda qualcosa è cambiato: eh già, perché dopo anni di strapotere dei tre club più titolati, in ordine Ajax, PSV Eindhoven e Feyenoord, l’Eredivisie sta avendo nuovi padroni. L’anno scorso l’incredibile vittoria dell’AZ di Alkmaar ha segnato la strada, proseguita splendidamente dall’FC Twente, squadra stramba che era arrivata al secondo posto nelle ultime due


In Olanda qualcosa è cambiato: eh già, perché dopo anni di strapotere dei tre club più titolati, in ordine Ajax, PSV Eindhoven e Feyenoord, l’Eredivisie sta avendo nuovi padroni. L’anno scorso l’incredibile vittoria dell’AZ di Alkmaar ha segnato la strada, proseguita splendidamente dall’FC Twente, squadra stramba che era arrivata al secondo posto nelle ultime due stagioni; al terzo tentativo alla fine è arrivato il titolo, aspettato per 45 lunghi anni (la squadra è relativamente giovane, fu fondata infatti nel ’65) in cui comunque il club ha assaggiato la seconda serie per una sola volta. La squadra della città di Enschede, infatti, fin dalla sua creazione (in realtà una fusione tra due altri club già esistenti) ha sempre navigato nelle zone nobili della classifica olandese.

Negli anni ’70 si prese pure il lusso di eliminare la Juventus in una semifinale di Coppa Uefa, salvo poi perdere la finalissima contro i tedeschi del Borussia Mönchengladbach. Una capatina, come detto, in Eerste Divisie all’inizio degli anni ’80, quindi la pronta risalita con l’assestamento in zone di classifica medio alte. Nel 2002 però qualcosa scricchiola, i risultati sono pessimi, i tifosi dei Tukkers insorgono e la situazione finanziara rischia di far fallire il club; sono giorni duri per i tifosi del Twente che però non si perdono d’animo e assistono all’ennesima risalita della loro squadra. Un quarto posto nel 2007, poi due medaglie d’argento con annessi preliminari di Champions: mai nel tabellone principale per via delle eliminazioni agostane contro Arsenal e, l’estate scorsa, lo Sporting Lisbona.

Al secondo anno sulla panchina della squadra, l’inglese Steve McClaren, assorbita anche la delusione per l’esclusione dalla Coppa Campioni, ha deciso di puntare fortemente su quel titolo fortemente voluto ed agognato insieme al capitano, lo svizzero Blaise Kufo. E alla fine con un gioco magari meno spumeggiante dell’Ajax, sabato scorso il popolo del De Grolsch Veste ha potuto festeggiare: vittoria per 0-2 sul campo del Nac Breda, reti di due idoli dei Tukkers e cioè il costaricano Bryan Ruiz (capocannoniere del team con 24 centri) e lo slovacco, in prestito dal Chelsea, Miroslav Stoch; la contemporanea presenza dell’Ajax non ha dunque influito (1-4 a Nijmegen con l’ennesima doppietta di Suarez, capocannoniere del torneo con 35 marcature).

Alla fine la classifica finale ha recitato Twente 86, Ajax 85. Gol fatti e subiti del Twente: 63-23; gol fatti e subiti dell’Ajax: 106-20. Ma un pareggio in più e una sconfitta in meno sono risultati decisivi: Twente campione d’Olanda per la prima volta alla fine di un’appassionante testa a testa coi lancieri della capitale.