Juve, è rottura con Benitez mentre il possibile ritorno di Ibra sembra “scongiurato”

Se non arriva, e al più presto, il nuovo ds Beppe Marotta (per l’ufficializzazione in bianconero dell’uomo di mercato sampdoriano bisognerà, gioco forza, attendere la fine del campionato), lo scenario in casa Juve rimarrà, e sarà destinata a rimanere, nebulosa: l’ingaggio dicembrino di Bettega non ha regalato idee particolarmente brillanti nella mente della dirigenza della


Se non arriva, e al più presto, il nuovo ds Beppe Marotta (per l’ufficializzazione in bianconero dell’uomo di mercato sampdoriano bisognerà, gioco forza, attendere la fine del campionato), lo scenario in casa Juve rimarrà, e sarà destinata a rimanere, nebulosa: l’ingaggio dicembrino di Bettega non ha regalato idee particolarmente brillanti nella mente della dirigenza della Vecchia Signora, e anche i movimenti primaverili sul mercato (volti a programmare la stagione del rilancio, la prossima, l’ennesima) paiono dettati dall’istinto più che da un piano ben preciso. Rafa Benitez: avvicinato in inverno, inseguito un mese fa, messo alle strette di recente.

Ecco l’emblema di una strategia, quella juventina, che non ha radici piantate in un calcolo a monte: lo spagnolo vuole milioni su milioni, uno staff corposo e la possibilità di fare la stragrande maggioranza del mercato. La Juve nel frattempo si assicura un direttore sportivo come Marotta, ha da ridire su qualche uomo di troppo dell’allenatore del Liverpool e i conti non tornano quando sul piatto il trainer iberico mette postille, clausole e buonuscite: poi ieri il suo incontro col nuovo proprietario del Liverpool, di pochi minuti fa la telefonata dal Merseyside al Piemonte: “Pronto? Sono Benitez. No grazie, alla Juve non vengo“. Un rifiuto che era nell’aria e che dimostra quanto sia ai minimi storici l’appeal della società di Corso Galileo Ferraris.

Gigi Delneri? Possibile, ma poco “eccitante“. Massimiliano Allegri? Possibile, ma poca “esperienza“. Cesare Prandelli? Improbabile, stretto tra la morsa dei Della Valle e di Giancarlo Abete. Fabio Capello? Impossibile, non fosse altro che la Juve si radunerà, per il preliminare di Europa League, quando Don Fabio sarà ancora in Sudafrica. Idem per un improbabilissimo Lippi 3. Ma allora chi? La risposta è: boh. E sul fronte mercato non va meglio: quisquilie a parte (il rinnovo, la cessioncina, la comproprietà risolta a favore o a sfavore, il rientro dal prestito), neanche i giornalai riescono a regalare sogni di gloria agli ormai depressissimi tifosi della Juve.

Tuttosport ci aveva provato, con il titolone in prima pagina: Ibra alla Juve. Mino Raiola, procuratore della punta, aveva fatto il vago con un generico “nel calcio tutto è possibile“, quindi via alle disamine della stagione dello svedese al Barcellona, dello scarso ambientamente, di David Villa praticamente già acquistato da Laporta e via discorrendo. Poi spunta l’ipotesi scambio: Iaquinta in Catalogna per Ibrahimovic. L’agente del lungagnone di origine calabre, Andrea D’Amico, non conferma e non smentisce (e quando mai), ci deve pensare ancora il corpulento Raiola a porre fine al tam tam giornalistico:

“A domanda ipotetica ho risposto in maniera ipotetica. Mi è stato chiesto se era impossibile un ritorno di Zlatan alla Juventus ed io ho risposto che niente è impossibile. Ma Zlatan sta bene in Spagna ed, al momento, per il Barcellona è incedibile. Capisco che, se si vuole rifondare e ripartire subito, si possa pensare al top, ad un giocatore come Zlatan che fornisce determinate garanzie. Ma, ripeto, al momento è incedibile. Poi, nulla è impossibile, anche alla Juventus e all’Inter era incedibile”

Insomma, le solite speculazioni come a voler sparare sulla Croce Rossa, la Juventus. L’unica speranza per il futuro per i tanti tifosi bianconeri è quella, citando De André, che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori“. Vuoi vedere che l’anno prossimo, senza proclami e con così tanti dubbi sin da maggio, questa squadra ormai allo sbaraglio riuscirà nell’exploit?

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