Juve, Felipe Melo è convinto: “Buona la mia stagione”

Felipe Melo è stato un flop, e non come dice lui perché è stato pagato tantissimo: la Juve chiedeva di più al mediano brasiliano proveniente dalla Fiorentina, anche se magari era ovvio che le aspettative da regista fossero disattese. Lui però non la pensa così, corroborato anche dalla recente convocazione di Carlos Dunga tra i


Felipe Melo è stato un flop, e non come dice lui perché è stato pagato tantissimo: la Juve chiedeva di più al mediano brasiliano proveniente dalla Fiorentina, anche se magari era ovvio che le aspettative da regista fossero disattese. Lui però non la pensa così, corroborato anche dalla recente convocazione di Carlos Dunga tra i 23 che rappresenteranno i verdeoro ai Mondiali; così ieri in una intervista telefonica all’Espn brasiliana è andato in escandescenze quando gli si è chiesto come mai avesse “cannato” la stagione in bianconero. Prima ha riattaccato il telefono, poi ha richiamato in trasmissione per scusarsi: “È un momento di così tanta euforia e allegria, che è difficile ricevere una domanda del genere. Chiedo scusa per come ho reagito” ha spiegato il 27enne di Volta Redonda.

Non sono d’accordo. La Juve senza di me ha perso cinque partite su sei. Gioco alla Juve come giocavo con la Fiorentina, ma sono stato pagato 25 milioni di euro, e per questo la gente si aspetta che segni ogni partita. Nella passata stagione sono stato il migliore a rubare palloni e in questa ci sono andato vicino. Ho disputato la Confederations Cup la scorsa estate e sto giocando sempre. È giusto dire che in questa stagione non è andata come ci si aspettava, ma tutta la Juve non ha fatto la stagione che ci si aspettava. Se la Juve avesse vinto sei partite in più ora starebbero tutti a parlare delle meraviglie di Felipe Melo” l’arringa difensiva del giocatore che, però, ha mentito. Noi infatti siamo andati a vedere quante partite ha mancato e come sono andate a finire.

Melo è stato il secondo giocatore più utilizzato della Vecchia Signora: 40 presenze in tutte le competizioni, dietro solo a Diego (44, a conferma che almeno a livello fisico i due acquisti della scorsa campagna acquisti non sono stati poi così male). In campionato ha collezionato 29 gettoni, saltando 4 gare nel girone di andata (Chievo, Livorno, Cagliari e Bari) e 4 in quello di ritorno (Roma, Genoa, Samp e Bari): quattro le vittorie, quattro le sconfitte, come a dire “ci fosse o meno, non cambiava nulla“. Tredici ammonizioni (18 in tutto considerate anche le coppe), due rossi, un’infinità di palloni persi e passaggi sbagliati, litigi coi tifosi e il Bidone d’Oro in bacheca: caro Felipe, non sembrano grandi numeri.

Ma comunque c’è di che sorridere: integrità fisica, temperamento di chi ha comunque le spalle larghe, tre gol in saccoccia (due all’Atalanta, uno alla Roma), la fiducia di Dunga. A tal proposito Felipe Melo è raggiante: “Ero ottimista riguardo al fatto di poter far parte di questo gruppo. Realizzerò un sogno che rincorrevo fin dall’infanzia, una meta della mia carriera. in Sudafrica voglioso di dare il mio contributo e poter far felici tutti i tifosi brasiliani. Per arrivare fin qui ho dovuto affrontare molte difficoltà. Solo chi ha seguito ogni passo della mia carriera lo sa“. Insomma, più ombre che luci in questo 2009/10 che però si concluderà col viaggio in Sudafrica, magari da titolare: non male per chi aveva esordito in Nazionale poco più di un anno fa (in un Brasile-Italia a febbraio, a Londra), passando per una Confederations Cup da protagonista e una stagione con la Juve a dir poco deludente.