Bologna, Appiah riassaggia il campo e aspetta il Mondiale: “Sono felice”

Di Stephen Appiah abbiamo sempre parlato: il calvario degli ultimi anni, un po’ per colpe sue un po’ no, è stato raccontato con dovizia di particolari. Quest’anno, come i più attenti calciofili sapevano, era sotto contratto col Bologna ma non aveva mai giocato pur collezionando diverse panchine: domenica scorsa finalmente è sceso in campo al


Di Stephen Appiah abbiamo sempre parlato: il calvario degli ultimi anni, un po’ per colpe sue un po’ no, è stato raccontato con dovizia di particolari. Quest’anno, come i più attenti calciofili sapevano, era sotto contratto col Bologna ma non aveva mai giocato pur collezionando diverse panchine: domenica scorsa finalmente è sceso in campo al primo della ripresa, sostituendo Marcelo Zalayeta. La gioia per questo suo nuovo debutto si mescola alla convocazione per i Mondiali, in cui sarà come al solito il capitano del “suoGhana: “A volte alcuni giocatori sono importanti anche solo per il fatto di essere presenti, indipendentemente dall’andare in campo o meno, e l’allenatore mi ha fatto capire che mi vuole vicino alla squadra. Io mi sto allenando regolarmente, andrò in ritiro con la Nazionale, poi staremo a vedere cosa succederà in Sudafrica“.

Già, perché Appiah non vedeva il campo da qualcosa come tre anni, ma ora si dice ristabilito anche se ovviamente lontano dal ritmo partita; in ogni modo rivede la luce dopo mesi di buio pesto nel bel mezzo di un tunnel che non sembrava avesse una via d’uscita: “Nel primo tempo, quando il mister mi ha detto di andarmi a riscaldare, ho pensato: ecco, sta per arrivare il momento! Poi, quando ho visto che i tifosi hanno iniziato ad applaudirmi, mi sono emozionato, e al momento di entrare in campo tutti i giocatori mi hanno abbracciato, prima quelli in panchina e poi quelli in campo. Guardando i tifosi della curva e sentendo i cori, mi sono detto di tenere duro perché quasi stavo piangendo dalla gioia, sapendo quello che avevo passato in questi anni. Il calcio è la mia professione e la mia passione: in momenti come questi, la lacrima viene” ha spiegato il ghanese (o ghaniano per i puristi).

Ancora Appiah sui prossimi campionati mondiali di calcio: “Sarei molto contento se un’africana arrivasse in semifinale: il sogno è quello, non è mai successo in passato, ma ho la sensazione che sia la volta buona. Giocheranno tutte con il massimo impegno, aggressività e concentrazione e non dimentichiamo che ci sono anche giocatori molto forti, come Drogba, Eto’o e lo stesso Asamoah dell’Udinese, mio compagno di Nazionale. E’ un Mondiale storico, un evento eccezionale. In Ghana adesso la gente si diverte soprattutto con il calcio e non vede l’ora che i Mondiali comincino“. Insomma, parole di un uomo che caccia finalmente la testa fuori dal guscio, che si appresta a rappresentare il Ghana nei primi mondiali africani e che domenica ha pure ricevuto affetto e minutaggio. Per lui sono belle giornate.