Aperta un'inchiesta su Lazio - Inter: si indaga per presunte minacce dei tifosi ai biancocelesti

lazio - inter 0-2, 2 maggio 2010

Il campionato si è concluso domenica con l'Inter che ha messo in bacheca il suo scudetto numero diciotto, le polemiche non accennano comunque a placarsi. Ha fatto molto discutere la partita del 2 maggio tra Lazio e Inter che ha visto i nerazzurri vincere per 2-0 in uno stadio Olimpico in cui anche i tifosi avversari facevano il tifo per loro. La procura di Tivoli ha aperto un'inchiesta sulle presunte minacce subite dai giocatori laziali nei giorni precedenti la sfida, in particolare si vuole accertare se la squadra di Claudio Lotito abbia subito pressioni al fine di avvantaggiare l'Inter con lo scopo di penalizzare i rivali cittadini della Roma.

Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, sta procedendo anche per violenza privata. Il fascicolo è stato aperto d'ufficio sulla base delle notizie pubblicate il giorno dopo la partita. Il teatro della storia sarebbe il centro sportivo Formello, che ricade sotto la giurisdizione di Tivoli, lì la squadra e Claudio Lotito sarebbero stati minacciati da un gruppo di tifosi che gli avrebbero intimato di lasciar vincere l'Inter. In questi giorni è stato ascoltato come primo testimone il centrocampista laziale Roberto Baronio, non è escluso che altri suoi compagni vengano convocati nei prossimi giorni.

Le Foto di Lazio - Inter 0-2
Le Foto di Lazio - Inter 0-2
Le Foto di Lazio - Inter 0-2
Le Foto di Lazio - Inter 0-2
Le Foto di Lazio - Inter 0-2

Gli striscioni dei tifosi laziali
Gli striscioni dei tifosi laziali
Gli striscioni dei tifosi laziali
Gli striscioni dei tifosi laziali
Gli striscioni dei tifosi laziali



Sulla vicenda è intervenuto, seppur a malincuore, Edy Reja che è tornato a parlare dell'ormai famosa partita ai microfoni dell'emittente radiofonica romana Radio Radio:

"L'ho cancellata completamente, ci ritorno sopra e poi chiudiamo l'argomento. Io ho preparato la gara in maniera importante perché volevamo fare bella figura. Poi io ero in tribuna e ho visto che inizialmente c'era la volontà e la voglia di fare, ma poi quando ti trovi uno stadio con 50 mila persone, nostri tifosi, che applaudono l'altra squadra è difficile avere un rendimento diverso. Le cose sono andate così, è inutile nasconderlo. Chiudiamo la parentesi".

Un po' più piccate le dichiarazioni di Claudio Ranieri, allenatore della Roma che, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Fatto Quotidiano, ha detto chiaramente di essere rimasto disgustato dall'episodio e da alcuni comportamenti in voga in Italia nelle ultime giornate dei campionati:

"Come sportivo, è stata un'enorme delusione. L'avevo detto prima che non è possibile che nel campionato italiano le ultime tre giornate del torneo non siano giocate in contemporanea. Ma regna il business e quindi, conseguentemente, anche spettacoli come Lazio-Inter. Alcuni aspetti delle ultime settimane mi hanno indignato. Quelle parole così nette dei vincitori ad esempio 'Abbiamo vinto uno scudetto contro tutto e contro tutti'. Questa sicumera, anche un po' ridicola, mi fa riflettere. Non sono bastate le immagini di Lazio-Inter per stendere un velo definitivo su quello che è accaduto davvero?".

Verranno ora approfondite le responsabilità della Lazio, dei suoi giocatori e dei suoi tifosi. In tutte questa storia bisogna comunque sottolineare la totale estraneità ai fatti di chi ha ricevuto gli eventuali benefici e cioè l'Inter. La squadra di Massimo Moratti non ha nessuna colpa se, a causa di rivalità cittadine tanto aspre quanto radicate, finisce col trovarsi avvantaggiata. Come al solito l'unico sconfitto di questa storia è il mondo del calcio italiano, ancora una volta umiliato da vicende del genere.

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