Come sarà la nuova Samp? Entro domani l’allenatore, Gasparin e Tosi i volti nuovi in società

Lavorare. Questo è l’unico verbo adatto a quello che da qui ad agosto dovrà essere il compito della Sampdoria e dei suoi volti nuovi: lavorare tanto, perché ci sono preliminari di Champions da giocare, perché l’ossatura tecnica è stata smembrata, perché c’è da sintonizzarsi su nuove frequenze. C’è la rosa, un calciomercato da condurre per


Lavorare. Questo è l’unico verbo adatto a quello che da qui ad agosto dovrà essere il compito della Sampdoria e dei suoi volti nuovi: lavorare tanto, perché ci sono preliminari di Champions da giocare, perché l’ossatura tecnica è stata smembrata, perché c’è da sintonizzarsi su nuove frequenze. C’è la rosa, un calciomercato da condurre per puntellarla, il patron Garrone; ma non ci sono più Giuseppe Marotta e Luigi Delneri, al loro posto Sergio Gasparin e Doriano Tosi a fare il lavoro sporco tra scrivania e campo, tra telefoni e progettualità. E un mister che ancora non si conosce. Sinisa Mihajlovic è stato avvistato a Genova, ma prende tempo sperando chiami Moratti. E allora sotto con Domenico Di Carlo, e il Chievo già si è tutelato contattando Alessandro Calori. Dicevamo di Tosi, venerdì si è presentato.

Lo ha introdotto Gasparin, ex Vicenza e quest’anno all’Udinese: solo un anno in Friuli, poi via in Liguria con i bianconeri che non ne hanno fatto un dramma (vicino l’ingaggio di Larini, ds dell’Ancona, mentre Francesco Guidolin ha firmato quale prossimo allenatore). “Già il suo nome, Doriano, è tutto un programma. Semmai sarebbe stato un problema se si fosse chiamato Genoano. Scherzi a parte, comunque, Tosi è un professionista serio; l’ho fortemente voluto all’interno della nostra società, perché penso abbia le giuste qualità morali e di rispetto per questo compito” ha detto Gasparin a proposito del nuovo ds che poi ha preso la parola e ha tratteggiato la sua strategia per condurre i blucerchiati attraverso una stagione, la prossima, che si preannuncia esaltante.

Volevo iniziare con un saluto e un ringraziamento alla proprietà e alla società tutta. Mi è stata data un’opportunità importante che pensavo non mi potesse più capitare. Nel 2002 fui molto vicino a venire qui, ma a causa di problemi famigliari non fu possibile. Pensavo fosse un treno perso per sempre, invece la vita oggi mi offre questa nuova opportunità. Personalmente mi occuperò dell’area tecnica, ossia dove ci saranno esigenze di gestione, scouting e ricerca. Al vertice degli osservatori ci sarà Riccardo Pecini, che era già stato vice di Paratici, e che conosco già da prima, dai tempi della sua esperienza col Tottenham. Credo che insieme, con grande umiltà, potremo sostituire chi non c’è più, facendolo nella maniera migliore possibile” ha cominciato Tosi che, lingua peperina, non ha lesinato altre parole.

L’allenatore? Mihajlovic è qui perché stiamo facendo delle consultazioni, degli approfondimenti per vedere chi possa essere il nuovo mister della Sampdoria. Lo stiamo facendo con una certa trasparenza, per cui non c’è ancora nulla di deciso. Contiamo comunque di prendere una decisione definitiva e al più tardi lunedì compiremo questa difficile scelta, che dovrà essere il più possibile in linea con il campionato importante che dovremo affrontare il prossimo anno. In questa scelta peserà tutto, non solo l’esperienza in campo internazionale. Conteranno anche e soprattutto la professionalità e la duttilità: dovremo riuscire a trovare il vestito più adatto a questa nostra nuova Samp” e poi via a sviolinare la società: “Per me la Sampdoria è sempre stata un obiettivo. Per chi lavora in quest’ambiente, ha sempre rappresentato qualcosa di speciale. Per i colori della maglia, per lo stile, è insomma un sogno per ogni dirigente di calcio e per me, la possibilità di arrivarci con maggiore esperienza, equilibrio e conoscenza del calcio, rispetto a quella che avevo otto anni fa, è senz’altro un vantaggio».

E il florido settore giovanile sampdoriano, amorevolmente curato da Marotta in tutti questi anni? “La nostra volontà è assolutamente quella di continuare la ricerca e lo sviluppo del settore giovanile, dagli allievi alla primavera, che ormai consideriamo facente parte della prima squadra. Per quanto riguarda la rosa, lasciateci tempo, perché per noi è un patrimonio importantissimo; sicuramente non ci faremo scappare niente. In questo senso ci sentiamo abbastanza liberi sia sul mercato italiano che su quello globale. A noi piace avere uno zoccolo duro di italiani, cioè una base di giocatori che possa accogliere chi arriva e aiutarne l’integrazione. Svilupperemo contatti e scouting in aree come l’America del Sud o l’Europa settentrionale, per cercare sempre qualche giovane interessante o comunque qualche giocatore che trovi il giusto spazio nella nostra squadra“. Immancabile, infine, le digressioni sul calciomercato, argomento delicato su cui Tosi sta già lavorando.

Il calciomercato è ormai diventato un fenomeno mediatico. Nessuno può impedire ai giornali di scrivere, ma, la Sampdoria, per quanto ho capito finora, ha la volontà di portare avanti i propri programmi e lo ha già dimostrato nel recente passato. Sul ruolo del portiere, posso dire che Storari ha fatto bene, ma bisogna anche tener conto che è un prestito. Noi comunque, grazie anche al Mondiale che ha fatto finire prima il campionato, abbiamo ancora sette giorni di maggio e tutto giugno per lavorare su questo fronte. Il lavoro da fare, per via di tutti i prestiti e le compartecipazioni, è molto, e noi in ordine terremo conto in primis di quello che abbiamo; poi, in un secondo momento, inizieremo a costruire una squadra adeguata agli obiettivi che ci siamo posti” e per la cronaca gli obiettivi sono: riscatto di Mannini e Pozzi, trattenere Storari, insomma lavorare su chi già c’è in attesa del nuovo allenatore.

E c’è chi vocifera che il progetto affascinante di Garrone sia creare un tridente spettacolare per l’Europa: Cassano e Diego a rifinire per Maccarone.