Fabio Cannavaro, un capitano senza contratto

Il capitano della nazionale Fabio Cannavaro ha partecipato oggi alla consueta conferenza stampa degli azzurri. Il difensore ha voluto affrontare molti temi, dal suo momento personale che lo vede nella paradossale situazione di andare ai mondiali senza, di fatto, avere una squadra di club, al futuro della stessa Italia che ripartirà da Cesare Prandelli dopo


Il capitano della nazionale Fabio Cannavaro ha partecipato oggi alla consueta conferenza stampa degli azzurri. Il difensore ha voluto affrontare molti temi, dal suo momento personale che lo vede nella paradossale situazione di andare ai mondiali senza, di fatto, avere una squadra di club, al futuro della stessa Italia che ripartirà da Cesare Prandelli dopo l’avventura sudafricana. Non risparmia una battutina nei confronti di Materazzi e della sua maglietta celebrativa, ricordando magari di essere ancora un giocatore della Juventus, almeno fino al 30 giugno, e risponde a quelli come Renzo Bossi che dichiarano di non tifare Italia non nascondendo un certo orgoglio.

Per Cannavaro la situazione è davvero paradossale, il capitano della nazionale campione del mondo scende in campo senza avere un contratto per la prossima stagione:

“Sono un capitano senza contratto, l’opzione per il rinnovo con la Juventus è scaduta. Per il futuro non so ancora niente, perché in questo momento la società sta cambiando. Parlare di contratto sarebbe poco intelligente. Andare al Mondiale senza contratto comunque non sarà un problema, alla mia età riesco a gestire queste cose. Ripeto, la Juve ha in questo momento cose più importanti a cui pensare, per quanto mi riguarda sono tranquillo e sereno”.

Ma il napoletano si sente ancora juventino e come tale decide di tornare sulla provocazione di Marco Materazzi e della sua maglietta celebrativa, ribadendo il suo attaccamento ai titoli vinti prima di Calciopoli:

“Io gli ho mandato un messaggio per fargli i complimenti, per loro è stato un anno importante. Per quanto riguarda la maglia io difendo il mio, lui difende il suo. Io quello scudetto l’ho vinto sul campo e ho la medaglia a casa. Lui ha la maglia”.”


Ma ora ci sono i mondiali da affrontare e non c’è più tempo per pensare ai veleni della stagione appena conclusa, in compenso non mancano le tensioni anche intorno alla nazionale, a partire dalla contestazione avvenuta ieri a Sestriere a causa delle mancate attenzioni riservate dalla truppa azzurra verso i tifosi presenti per salutarli. Cannavaro non sembra preoccupato anche se non nasconde un po’ di delusione dal momento che l’Italia sta partendo per il Sudafrica da campione del mondo in carica:

“Sono da 13 anni in Nazionale e non mi ricordo mai una partenza tranquilla. Certo, questa volta andiamo in Sudafrica da campioni del mondo e sembriamo gli ultimi arrivati. Eppure noi abbiamo l’obbligo di crederci. Non succede, ma se succede…”.

Immancabile anche il giudizio sulle affermazioni di Renzo Bossi, il figlio del leader leghista nei giorni scorsi ha confidato che non avrebbe tifato Italia ai prossimi mondiali, il difensore non ha invece nessun dubbio in merito al suo amore per la patria e afferma: “Io mi sento italiano al 100%, e quando vedo il tricolore anche in altri sport mi emoziono: non so perché per altri non sia così”.

L’ultimo pensiero è rivolto al futuro. Anche se molto probabilmente dopo il mondiale Cannavaro darà l’addio alla maglia azzurra vuole comunque esprimere la sua opinione a proposito di colui che assumerà la guida dell’Italia, ereditando la panchina da Marcello Lippi, cioè Cesare Prandelli:

“Mi piace molto ho lavorato con lui un mese a Parma. È un allenatore che lavora molto bene e credo che possa far vedere le sue qualità anche sulla panchina dell’Italia”.

Marcello Lippi si appresta a guidare l’Italia in questa avventura mondiale sapendo già di lasciare, questo potrebbe distrarre l’ambiente secondo molti, non secondo Cannavaro che confida nella professionalità della squadra e ricorda che in fondo anche quattro anni fa la situazione era simile e poi sappiamo com’è andata a finire. Comunque il mondiale si avvicina e come da tradizione italiana anche le polemiche, speriamo che portino bene come in altre circostanze.

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