Daniele De Rossi contro la tessera del tifoso: "Perché non la tessera del poliziotto?"


Polemiche a non finire a seguito delle dichiarazioni di Daniele De Rossi in merito all'introduzione della tessera del tifoso dalla prossima stagione; nella stessa intervista in cui non chiude categoricamente la porta al Real Madrid, si lascia andare ad opinioni non proprio convenzionali sulla spinosa questione inerente ultras e Forze dell'Ordine. "Sono contrario alla tessera del tifoso, perché non mi piacciono le schedature. E poi, in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Non credo sia la soluzione del problema. Certo, se un ultras va in giro con un coltello e colpisce un'altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c'entra nulla" in riferimento all'episodio accaduto alla fine della finale di Coppa Italia.

Anzi, De Rossi difende i tifosi definendoli parte positiva del calcio: "Perché sono convinto che un pomeriggio come quello a Verona contro il Chievo, con 30.000 persone al seguito, non lo potremmo vivere più. Non trovo giusto schedare un tifoso prima che lanci un fumogeno o si azzuffi. Ovviamente chi lo fa va punito severamente. Gli incidenti dopo il derby? Chi gira con un coltello per colpire qualcun altro non è una persona normale. La tifoseria della Roma, negli ultimi tempi, è stata nel complesso serena. Se la tessera servisse a risolvere i problemi, d'accordo: ma se schediamo tutti i tifosi della Roma e 10.000 vanno a Napoli, io penso che le tensioni e il rischio di incidenti ci sono lo stesso. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: è ostaggio delle tv, è ostaggio degli sponsor, può essere anche ostaggio degli ultrà, dipende dalle piazze e dalle città. Ma gli ultrà, i tifosi dico, sono la parte positiva, una parte importante del calcio".


Le foto più belle di Daniele De Rossi
Le foto più belle di Daniele De Rossi
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Ovviamente piccate le risposte di Roberto Maroni e di Antonio Manganelli, rispettivamente Ministro degli Interni e Capo della Polizia. Queste le parole del primo: "Ho letto le dichiarazioni di Daniele De Rossi sulla tessera del tifoso e siccome è una cosa che mi sta a cuore, come mi stanno a cuore le forze dell'ordine, ne ho parlato anche con il Capo della polizia. Ovviamente sono dichiarazioni che non condivido. Si tratta di un persona che andrà a rappresentare l'Italia ai Mondiali, un personaggio pubblico che ha un certo seguito. Uno si sforza tanto di mandare dei messaggi positivi. Confermo che la tessera sarà introdotta come previsto con l'avvio del prossimo campionato di calcio così come concordato con tutte le società di calcio". Ancora più pesanti le parole di Manganelli.

"Sono letteralmente indignato e non certo perché ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa, esprimendo un più che legittimo dissenso. Quello che mi indigna è la volgare strumentalizzazione di un occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti. Perfino persone che fanno dichiarazioni del genere" le parole del Capo della Polizia. Ovviamente anche Giancarlo Abete ha preso le distanze dal centrocampista azzurro, per cui De Rossi in serata ha dovuto fare retromarcia: "Mi rendo conto di aver usato un'espressione infelice e me ne scuso, le generalizzazioni sono sempre sbagliate. Non volevo mettere in discussione il ruolo delle Forze dell'Ordine e ho grande rispetto per l'impegno di tanti agenti e di tanti poliziotti che ogni domenica lavorano per garantire la sicurezza nel calcio". Scuse di facciata?

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