Nedved prepara il ritorno a Torino: “Ho detto no all’Inter”

Dopo molto mesi di silenzio, torna a parlare l’ex centrocampista di Lazio e Juventus, Pavel Nedved. Come aveva anticipato qualche settimana fa il suo agente Mino Raiola, il ceco ha confermato un suo possibile ritorno a Torino, non necessariamente per assumere un ruolo nel rinnovato staff dirigenziale approntato dal nuovo presidente dei bianconeri Andrea Agnelli.


Dopo molto mesi di silenzio, torna a parlare l’ex centrocampista di Lazio e Juventus, Pavel Nedved. Come aveva anticipato qualche settimana fa il suo agente Mino Raiola, il ceco ha confermato un suo possibile ritorno a Torino, non necessariamente per assumere un ruolo nel rinnovato staff dirigenziale approntato dal nuovo presidente dei bianconeri Andrea Agnelli. In un’intervista rilasciata a Tuttosport, l’ex Pallone d’Oro ha infatti dichiarato a riguardo:

Mi piacerebbe dare una mano alla Juventus ma senza la necessità di una qualifica. Se il presidente avrà bisogno di confrontarsi con me avrà la mia piena disponibilità. Bisogna vedere che cosa vogliono da me, sarebbe un onore rappresentare il club nei rapporti internazionali, la federcalcio ceca me lo ha chiesto.

Le immagini più belle di Pavel Nedved

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Nedved ha anche aggiunto, a proposito della deludentissima stagione della sua ex squadra:

Non sono andato allo stadio quest’anno per non soffrire: le offese e gli insulti ai miei ex compagni, un’atmosfera brutta e un clima di tensione eccessiva: a Torino i tifosi non hanno sentito il comando di una società dove non c’era competenza. Ho provato rabbia, amarezza, delusione, malinconia. La partenza era stata bella, poi non si sa bene che cosa sia successo, ma m’è dispiaciuto vedere una Juve senza gente di esperienza a guidarla.

Infine, un chiaraminento relativo alle voci che nella scorsa estate lo davano vicino all’Inter:

Potevo essere anche io a Madrid con l’Inter, anche se da juventino vederli vincere è stato un colpo al cuore. Ripensavo alla telefonata di Mourinho: vieni con noi, vinceremo la Champions League. Aveva ragione: ho detto no senza esitare, ma Mou mi piace. Anche se a volte il suo modo di parlare diretto non combacia col mio, io lavoro in silenzio.

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