Serie B, Rolando Bianchi bestemmia e viene squalificato per la finale Play Off

Il Presidente del Torino Urbano Cairo, dopo diversi mesi di silenzio, è tornato a parlare in conferenza stampa lanciando durissime accuse al Brescia. Le polemiche sulla finale d’andata dei Play Off tra il Toro e i lombardi non si sono ancora spente, soprattutto dopo la decisione del giudice sportivo di squalificare Rolando Bianchi per la


Il Presidente del Torino Urbano Cairo, dopo diversi mesi di silenzio, è tornato a parlare in conferenza stampa lanciando durissime accuse al Brescia. Le polemiche sulla finale d’andata dei Play Off tra il Toro e i lombardi non si sono ancora spente, soprattutto dopo la decisione del giudice sportivo di squalificare Rolando Bianchi per la bestemmia pronunciata in campo, dopo essere stato colpito al volto da una gomitata di Mareco.

Secondo Cairo l’attaccante granata non avrebbe bestemmiato, ed ha già fatto preparare il ricorso per averlo in campo domenica prossima: «Annuncio che abbiamo immediatamente iniziato l’iter per il ricorso avverso la squalifica di Bianchi. Non ha pronunciato assolutamente nessuna bestemmia. Ha detto “zio cane” e lo proveremo anche con perizie. Ho fiducia nella Corte di Giustizia Federale, quindi non sono qui per lamentarmi di questo. Ma sono qui per sottolineare il comportamento antisportivo del Brescia, con atteggiamenti davvero molto gravi».

Le Foto di Torino – Brescia 0-0

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Il Video dell’episodio incriminato. Gomitata di Mareco e bestemmia di Bianchi

Sempre per Cairo c’è stata una forte premeditazione da parte di alcuni giocatori del Brescia, che già nel tunnel degli spogliatoi avrebbero cercato di intimidire i calciatori granata:

«Sapete che non parlo ai media da alcuni mesi. Ora lo faccio perché l’atteggiamento del Brescia, fin da subito, è stato fortissimamente intimidatorio. Mareco, a un nostro calciatore, prima dell’inizio della partita, ha detto: “Oggi appena scendo in campo picchio Bianchi”. Di questo abbiamo avvertito immediatamente il quarto uomo Morganti. Infatti al 2′ e al 5′ si è distinto con due colpi violenti sul nostro centravanti. Non è stata una minaccia buttata lì, ma l’ha messa in atto. Poi, dopo l’ammonizione, ha rallentato, ma ha ancora detto a Scaglia: “So dove abiti, ti brucio la casa”. In ogni caso c’era un rigore con espulsione dopo 2 minuti per un intervento violento che ha costretto Bianchi a giocare tutta la partita con problemi all’occhio sinistro. Poi anche il colpo al labbro. Altri atti intimidatori sono stati perpetuati da Arcari e Bega. L’atteggiamento del Brescia è stato violento in campo, ma anche a livello di società stanno operando per creare più problemi possibili ai nostri tifosi, non avendo ancora aperto la vendita dei biglietti».

Per quanto Cairo cerchi di giustificare il proprio tesserato, pare evidente rivedendo il filmato che a Bianchi sia effettivamente scappata una bestemmia. Detto questo la regola anti-bestemmiatori, secondo il sottoscritto, si sta manifestando in tutta la sua profonda idiozia. Bianchi indubbiamente non si è distinto positivamente per aver pronunciato quelle parole, ma rischiare di falsare un campionato per un episodio del genere sembra davvero paradossale. Sarebbe meglio vedere il giudice sportivo occuparsi di calcio piuttosto che di blasfemia.