Mondiali 2010, tra divieti e ferie: le storie di Nigeria, Olanda e Serbia

Storie di calcio, storie di Mondiali, storie che arrivano direttamente dal Sudafrica, una Nazione che mai come in questo mese sembrerà essere il centro del mondo. Dai ritiri delle Selezioni vengon fuori stramberie e vizi di giocatori e non solo, ma anche spulciando le varie testate giornalistiche, insomma cercando notizie a destra e a sinistra


Storie di calcio, storie di Mondiali, storie che arrivano direttamente dal Sudafrica, una Nazione che mai come in questo mese sembrerà essere il centro del mondo. Dai ritiri delle Selezioni vengon fuori stramberie e vizi di giocatori e non solo, ma anche spulciando le varie testate giornalistiche, insomma cercando notizie a destra e a sinistra emergono aneddoti che non possono non essere raccontati. Partiamo dalla Nigeria, Nazionale che vuole vincere il premio antipatia stando a quanto dicono gli inservienti del Richard Bay ‘s Protea Waterfront, struttura dove stanno alloggiando i campioni nigeriani: “Sono scortesi. Si lamentano sempre della pulizia delle toilette e della distanza con il campo di allenamento. Senza considerare che ogni volta che devono dare una mancia o non lo fanno proprio oppure lasciano molto poco, una miseria“.

Ma anche con i tifosi non va meglio; all’arrivo in Sudafrica le Super Aquile non si sono dimostrate particolarmente affabili con la folla che le accoglieva: “Li ho visti con i miei occhi cancellare dai telefonini le fotografie che i fan avevano fatto al loro arrivo” dice ancora lo staff dell’albergo che li ospita. Voci, ma non solo; è ufficiale la presa di posizione della Federazione Nigeriana contro le vuvuzelas, e ha pregato i tifosi di non suonare col tipico strumento sudafricano perché i giocatori possono distrarsi. E, ciliegina sulla torta, anche i cittadini di Durban che non amano il calcio hanno preso in antipatia la Nigeria: anziché il pullman, si spostano con 25 auto al cui seguito c’è scorta, ambulanza, vigili del fuoco e autorità varie, una lunga carovana che ogni giorno sta paralizzando la città sede del ritiro nigeriano.

Si è arrabbiata anche la delegazione olandese, ma questa volta il problema è interno. Protagonisti Eljero Elia, attaccante di colore in forza all’Amburgo, e Twitter: il giocatore è stato sorpreso in chat con tanto di webcam attiva a prendersi ad insulti con un suo presunto amico, sono volate parole pesanti e offensive (“Cancro di un marocchino“, “Negro“) e qualcuno dello staff se n’è accorto. “Abbiamo sottovalutato l’impatto dei nuovi mezzi di comunicazione, avevamo chiesto ai giocatori di usarli responsabilmente ma ora non possiamo permetterli più a nessuno” ha solennemente annunciato un portavoce della delegazione oranje Kees Jansma. Il caso è arrivato sino ai Paesi Bassi, con Elia che è stato costretto a scusarsi: “Mi sento uno stupido“.

E finiamo con una storia questa volta non propriamente “brutta“: è presto detto, in Serbia il Parlamento ha sospeso i lavori dall’11 giugno all’11 luglio, praticamente per tutto il mese dei Mondiali di calcio. Ufficialmente perché la tv di Stato, che per legge è tenuta a trasmettere le sedute in aula, non avrà abbastanza spazio libero nel palinsesto, a causa della numerose trasmissioni e dirette delle partite che imperverseranno sulla Rts; la realtà è che tra i politici serbi forte è la passione per il calcio e per questo salterà la sessione estiva perché poi ci saranno le vacanze agostane. Ma non è solo un vezzo di chi ha il potere, proprio perché il “pallone” è passione capillare: nei cinema i film saranno adatti a un pubblico femminile, inoltre eventi di ogni genere sono stati soppressi o comunque ridotti.

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