Juve, fra 5 giorni è già ritiro ma Iaquinta è subito pessimista: “Non vinceremo neanche quest’anno”

Il 16 luglio prossimo la Juventus conoscerà l’avversaria del preliminare di Europa League, due partite che si disputeranno il 29 dello stesso mese e poi una settimana dopo; questo impegno ufficiale così inaspettatamente vicino obbliga i bianconeri a radunarsi in grande anticipo rispetto al passato, infatti fra cinque giorni ci sarà il debutto come allenatore


Il 16 luglio prossimo la Juventus conoscerà l’avversaria del preliminare di Europa League, due partite che si disputeranno il 29 dello stesso mese e poi una settimana dopo; questo impegno ufficiale così inaspettatamente vicino obbliga i bianconeri a radunarsi in grande anticipo rispetto al passato, infatti fra cinque giorni ci sarà il debutto come allenatore della Vecchia Signora di Luigi Delneri. Situazione stramba per il tecnico friulano, dato che si ritroverà un nugolo di giocatori con la situazione ancora appesa (per quanto riguarda eventuali cessioni), ne mancheranno altri reduci dal Mondiale e, insomma, dovrà pensare all’impegno europeo con una rosa mal definita.

Ma quel che darà più filo da torcere al mister di Aquileia è il morale del gruppo: reduce dalla stagione più disastrosa forse di sempre, la Juve e i suoi giocatori dovranno riacquisire una mentalità se non proprio vincente quanto meno ottimista, dato che alla delusione per il settimo posto pessimo dello scorso campionato, si è aggiunta anche la mazzata del Mondiale nero. Uno dei più presenti in campo in Sudafrica e per questo anche uno dei più “accusati” è stato Vincenzo Iaquinta, col morale chiaramente sotto i piedi; nel rispondere alle domande di Massimiliano Nerozzi de La Stampa, il suo mood si è rivelato scuro come non mai.



Dopo il flop bianconero e poi quello azzurro, urge un riscatto con la maglia zebrata: “Sì ma servirà un miracolo, perché quando cambi molto, giocatori e staff, è sempre difficile. Venerdì scorso ho parlato con Del Neri, e in questo momento serve uno così: mi sembra proprio l’allenatore giusto. Ma la gente deve avere pazienza: non si potrà vincere subito“. Andiamo bene. Cambiare aria? “No. Qui sto bene e ho altri tre anni di contratto: dopo la Juve, il nulla. Anche quando le cose non vanno bene, la Juve è sempre la Juve. Ho deciso: chiuderò qui la carriera. Smetterò, questo è un mondo che logora e stressa” ha asserito il lungagnone calabrese. Difficile dargli torto…