No a Ronaldo: Il grande sacrificio di Moratti

Ora qualcuno crede che in realtà la trattativa per far tornare Ronaldo a Milano sia stata solo una invenzione giornalistica. Non è stato così, anzi il brasiliano è stato davvero sul punto di fare il percorso inverso rispetto a 4 anni fa. Chi si è tirato indietro? Cosa ha fatto saltare quello che sarebbe stato

Ora qualcuno crede che in realtà la trattativa per far tornare Ronaldo a Milano sia stata solo una invenzione giornalistica. Non è stato così, anzi il brasiliano è stato davvero sul punto di fare il percorso inverso rispetto a 4 anni fa.
Chi si è tirato indietro? Cosa ha fatto saltare quello che sarebbe stato il trasferimento dell’ estate?
Dalla Spagna i giornali vicini al Real parlano di un mancato accordo fra il Fenomeno, che chiedeva lo stesso trattamento economico garantitogli dal Milan, e la società di via Durini come causa principale del fallimento delle trattative.
Pur nella complessità di un contratto con un giocatore che è ancora uno dei nomi più importanti del calcio mondiale, risulta difficile credere che Moratti e il suo staff si possano essere fermati davanti ad un problema di ingaggio.

In realtà è stata proprio il patron a fare marcia indietro, facendo uno dei più grandi sacrifici da quando è subentrato a Ernesto Pellegrini. Scartata l’ ipotesi del semplice scambio di prestiti da parte delle merengues, la dirigenza blanca ha proposto la stessa formula che ha portato Reyes in Spagna e Baptista in Inghilterra: un duplice diritto di riscatto per trasformare a fine stagione i prestiti in acquisti veri e propri.
In considerazione dell’ età e del potenziale ancora inespresso di Adriano, lo staff operativo nerazzurro pretendeva che il suo centravanti fosse valutato in maniera più importante dal punto di vista economico rispetto al campione del Real Madrid, che va verso i 30 anni e ha una storia clinica alle spalle sempre a rischio ricadute.
Mijatovic e Baldini non hanno ceduto, valutando addirittura maggiormente il proprio giocatore rispetto all’ Imperatore. A questo punto è parso chiaro a tutti che un accordo sarebbe stato impossibile e Massimo Moratti ha ordinato lo stop alle trattative, anche in considerazione del poco tempo a disposizione prima della chiusura del calciomercato.
Una scelta sentimentalmente difficile per lui, ma tecnicamente ed economicamente corretta per il bene dell’ Inter: si può dire che il Moratti dirigente ha avuto la meglio sul Moratti tifoso. Finalmente.

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