Lecce, due giocatori dallo Schalke ma il mercato non decolla


Forse non tutti sanno che al Lecce manca un vero direttore sportivo e che, fin dall'anno scorso in Serie B, a dirigere le operazioni di mercato ci pensa l'allenatore Luigi De Canio; ovvio, viene affiancato da presidente e collaboratori, ma il tecnico materano è uno dei pochissimi casi nella nostra penisola di manager all'inglese. Vinto il campionato di seconda serie la scorsa stagione, l'obiettivo dei salentini per la prossima è di ottenere la salvezza in Serie A, meglio se tranquilla. In questo primo mese vero di mercato, però, le difficoltà incontrate dai giallorossi non sono state poche, con tanti grattacapi che ancora fanno dormire sonni tutt'altro che tranquilli a De Canio.

Il neo-presidente leccese Pierandrea Semeraro così commenta questa impasse, che pure sta scrollandosi per via di varie trattative andate in porto negli ultimi giorni: "Secondo me le sessioni di calciomercato sono sempre state più o meno come questa che stiamo vivendo. Nella fase iniziale le società alle quali ti rivolgi per chiedere dei calciatori vogliono ricavare il massimo; anche lo scorso anno è stato così, ma noi stiamo lavorando e sono fiducioso" il pensiero del numero uno del club pugliese. E allora vediamo come si è mosso fino ad ora il Lecce e quali tasselli, fondamentali, ancora mancano.

Partiamo dal reparto arretrato: in porta confermato Rosati, numero 12 all'ex perugino Benassi, non una coppia formidabile ma soprattutto il primo ha dimostrato di poter disporre di una buona dose di fiducia. In difesa i volti nuovi sono tanti, e c'era da aspettarselo: dallo Schalke 04 il norvegese Tore Reginiussen, classe '86 giunto in Salento in prestito con diritto di riscatto. E ancora l'ex vicentino Brivio, ottimo terzino scambiato con la punta Baclet (più soldi nelle casse dei berici), i giovani e promettenti Donati e Sini, rispettivamente scuola Inter e scuola Roma. Infine il 28enne Gustavo, il vero colpo di mercato: giunto dal Palmeiras con un riscatto fissato a 800mila euro, si è detto pronto per l'avventura italiana avendo già fermato in passato Pato e Adriano.

Ma dalla cintola in su cominciano i dolori, benché la difesa non sia certo una garanzia in termini assoluti: gli acquisti nei due reparti nevralgici della produzione offensiva sono stati pochi, quasi nulli. E' di ieri la notizia che l'uruguaiano Grossmuller è un giocatore del Lecce: anzi, ha già raggiunto Tarvisio e proprio nella giornata di ieri ha anche esordito nell'amichevole vinta per 5-0 ai danni del Tamai. Si è appena svincolato dallo Schalke 04 con cui ha visto il campo davvero poco e conosce Giacomazzi di fama e Olivera perché insieme in squadre giovanili di Montevideo: proprio l'ex juventino e genoano è l'altro colpo del Lecce, un giocatore capace di ottime cose ma dal temperamento a volte limitante.

Tuttavia la dipartita di Beclet e l'impossibilità di avere, come l'anno scorso, Marilungo (ora tornato alla Samp), rendono l'attacco leccese per forza di cose necessitante di un altro paio, se non tre, di pedine: c'è appunto il Pojo, non proprio una prima punta, e il francese Bergougnoux, anch'egli centravanti per modo di dire. Per cui ad oggi l'unico vero centravanti dei giallorossi si chiama Daniele Corvia, per altro un buon e onesto giocatore ma non un fuoriclasse. Le trattative avviate, sia per la mediana che per l'attacco, sono molte: a centrocampo è vicino Ignacio Piatti, argentino che vale però non meno di 3 milioni, mentre per l'attacco si sono fatti i nomi di Obinna, ora all'Inter, e di Chevanton, sarebbe un gran ritorno. Per il momento, comunque, è laboratorio Lecce.

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