Mchedlidze, ritorno ad Empoli: "Qui per giocare"



In carriera ha siglato due gol, e che gol: Levan Mchedlidze ha solo 20 anni ma ha già fatto parlare di sé perché autore del gol dell'1-0 con la Georgia contro la Scozia (una rete salutata con felicità dall'Italia di Donadoni che doveva qualificarsi agli Europei di due anni fa), una incornata imperiosa, e perché abile a trafiggere Gigi Buffon nello storico 1-2 del Palermo all'Olimpico, due stagioni fa. Il ragazzo ha qualità indiscutibili, ma anche un caratterino particolare tanto che Walter Sabatini, ds dei rosanero, qualche tempo fa dichiarava che Mchedlidze rappresentava per lui la più grande delusione della sua carriera, soprattutto a livello umano.

A metà tra Empoli e Palermo, la squadra siciliana si è avvalsa (si fa per dire) delle sue prestazioni per due stagioni: sempre in prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai 6 milioni, alla fine Zamparini non ce l'ha fatta più e lo ha rispedito al mittente. Complice anche Delio Rossi: se era ben visto da Ballardini e da Zenga, l'attuale tecnico palermitano non lo ha mai considerato. "Quelli che affermano che non sopportavo la concorrenza sbagliano di grosso, perché non ho mai preteso nulla. Però, alcune cose mi hanno fatto male. Per esempio essere confinato tra le riserve, inserito come rinforzo per le squadre di Eccellenza che disputavo con noi le partitelle del giovedi. Mai una volta schierato con la squadra" il suo sfogo.

A dire il vero queste parole risalgono all'inverno scorso: dopo le vacanze natalizie Mchedlidze restò a Tbilisi, facendo infuriare la dirigenza rosanero. Il motivo? Lo spiegò lui: "Ho deciso di non tornare per un semplice motivo, perché Rossi un giorno mi ha chiamato da parte dicendomi che io non servivo al Palermo, che ero un attaccante le cui caratteristiche non erano adattabili alla squadra. Per quale motivo, allora, dovevo restare? Per quale motivo dovevo solo fare tribuna? Meglio restare a casa. Certamente non mi piace allenarmi da solo, ma sono cose che succedono nella vita e anche nel calcio". E nel capoluogo siculo qualcuno storse il naso, forse qualcosa di più, lodando invece la pazienza di Hernandez.

Ma il georgiano è un caratterino speciale, orgoglioso e testardo, e così ora torna ad Empoli con tantissima voglia di rimettersi in gioco, anche se comunque non dimentica Palermo: "Io mi scuso con i miei compagni di squadra che da subito mi hanno dimostrato l’affetto, e mi scuso anche con i tifosi del Palermo. Non mi scuserò mai con altri, lo faccio solamente con loro". E come detto ora c'è, di nuovo, la Toscana: "Il periodo buio è passato, adesso voglio stare qui a Empoli dove ho una seconda famiglia. Voglio giocare, allenarmi, segnare e anche vincere". E il dg empolese Vitale gongola: "Abbiamo un attaccante che in Serie B non può vantare nessuno, ora sta a lui e alla voglia che ci metterà". Vedremo.

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