La storia di Simone Barone, svincolato e in cerca di squadra

Di appendere le scarpette al chiodo proprio non ne vuole sapere, d’altra parte a 33 anni compiuti si sente ancora un giocatore a tutti gli effetti: dei 23 campioni del Mondo, a parte il ritirato Peruzzi, Simone Barone è sicuramente colui il quale quattro anni dopo il trionfo di Berlino è caduto più frettolosamente nel


Di appendere le scarpette al chiodo proprio non ne vuole sapere, d’altra parte a 33 anni compiuti si sente ancora un giocatore a tutti gli effetti: dei 23 campioni del Mondo, a parte il ritirato Peruzzi, Simone Barone è sicuramente colui il quale quattro anni dopo il trionfo di Berlino è caduto più frettolosamente nel dimenticatoio. Dopo l’exploit palermitano e la spedizione esaltante tedesca, Torino, quindi la scorsa stagione il Cagliari con 568 minuti in campo e solo 4 partite intere; a fine anno l’intransigente Cellino ha accordato col giocatore una buonuscita con rescissione di contratto, così Barone si è ritrovato svincolato insieme al capitano Diego Lopez e al mediano Andrea Parola.

Ora si allena con una squadra di Seconda Divisione, alla prima avventura tra i professionisti: la parmigiana Crociati Noceto, dove in porta stazione la vecchia volpe ex Napoli e Vicenza Luca Mondini; a centrocampo un 33enne che si chiama Roberto Magnani, che ha fatto da tramite per far allenare il suo vecchio amico, già alle prese con esercizi e flessioni durante l’estate, da solo, per non perdere la forma: “Un anno come l’ultimo non mi era mai capitato, da quando gioco. Mi sono impegnato sempre, come è nel mio dna. Se sono arrivato a traguardi prestigiosi lo devo alla mia testardaggine, al voler arrivare sino in fondo” assicura il mediano nato a Nocera Inferiore (SA), ma vissuto e cresciuto a Parma.

E’ da poco diventato papà, un motivo per sorridere e per aspettare con pazienza un chiamata: “La categoria non conta, mi interessa però un progetto importante” assicura Barone che poi lascia intravedere spiragli, più o meno grandi, di ottimismo: “Stiamo vivendo un momento di crisi, ero consapevole di dover pazientare, confido di rientrare nel giro in queste due settimane rimanenti di mercato“. Ma come si spiega questa parabola discendente? “Due stagioni fa con il Torino ero retrocesso, eppure avevo sempre giocato. Con Allegri ho avuto meno spazio, il calcio è anche questo. Capitano annate così, l’importante è continuare a lavorare senza abbattersi“. Il cuore, la grinta, i muscoli di Barone sicuramente faranno comodo a molte squadre, scommettiamo che entro il 31 agosto avrà trovato una adeguata sistemazione?