Francia, reazioni post-squalifiche: per Anelka una buffonata, Ribery non capisce


Puntuali sono arrivate le dichiarazioni di alcuni dei giocatori sanzionati dalla Federazione francese per l'ammutinamento di Knysna, Sudafrica, durante gli scorsi Mondiali: come tutti ormai sanno i vari Anelka (18 partite), Evra (5), Ribery (3) e Toulalan (1) sono stati allontanati momentaneamente dalla Nazionale Transalpina dopo i comportamenti tenuti durante la spedizione africana dei Bleus lo scorso giugno. Se ieri ha fatto scalpore la pesantezza delle pene, inflitta per altro solo ad alcuni giocatori, oggi fanno parlare le dichiarazioni di due dei protagonisti della vicenda, Nicolas Anelka e Franck Ribery. Va giù duro l'attaccante del Chelsea.

"Sono dei pagliacci, mi fanno ridere. Avevo già detto addio ai Bleus. La commissione disciplinare è composta da pagliacci che hanno agito solo per divertire il pubblico. Comunque io gioco ogni week-end con la maglia blu del Chelsea e sulla nazionale ci avevo già messo una pietra sopra quando ho lasciato il ritiro sudafricano, ma questo non l'hanno capito. In ogni caso spero che questa storia sia finita perché Laurent Blanc ha bisogno di lavorare serenamente" le parole del taciturno (quando vuole) attaccante francese, che dunque chiude la sua avventura coi galletti con 69 presenze e 14 reti. Più diplomatico, nelle parole, Ribery.

"Non capisco perché certi giocatori sono stati squalificati per cinque partite e altri non sono stati sanzionati. D'altra parte tutti i giocatori presenti hanno partecipato a quanto accaduto ai Mondiali. Se in futuro risponderò ad un'eventuale chiamata? Certo che giocherei di nuovo per la Francia" ha asserito il laterale del Bayern Monaco. A mettere ancora più pepe anche Laurent Davenas, addirittura uno dei membri della commissione di inchiesta che ha sanzionato i giocatori; anche per lui, chissà perché, la pena è stata eccessivamente severa: "Punizione sproporzionata e non esemplare, condizionata da pressioni politico-mediatiche. E' strano come lo staff tecnico e i dirigenti, altrettanto responsabili della disfatta mondiale, non siano stati sanzionati".

Il raccolto velenoso di quanto seminato in otto anni da Raymond Domenech.

  • shares
  • Mail