Altra “grana” per Capello: la FA gli impone di migliorare il suo inglese

La foto che vedete ritrae il commissario tecnico dell’Inghilterra, al secolo Fabio Capello da Pieris, in compagnia del famoso attore Hugh Grant, insieme in tribuna al Craven Cottage di Londra per assistere alla sfida tra Fulham, di cui l’inglese è tifosissimo, e il Manchester United (la partita è finita 2-2). Non si sa se i


La foto che vedete ritrae il commissario tecnico dell’Inghilterra, al secolo Fabio Capello da Pieris, in compagnia del famoso attore Hugh Grant, insieme in tribuna al Craven Cottage di Londra per assistere alla sfida tra Fulham, di cui l’inglese è tifosissimo, e il Manchester United (la partita è finita 2-2). Non si sa se i due si siano scambiati qualche parole nel corso del match, d’altra parte seppur fosse accaduto non deve essere stato facile per Grant andare oltre frasi convenevoli, dacché abbiamo appreso che Fabio Capello con la lingua inglese è ancora in alto mare. Eh già, perché ieri la Football Association ha ripreso il ct chiedendogli di migliorare la conoscenza dell’idioma di Sua Maestà.

Pare che i giocatori stessi si siano lamentati, dal momento che la comunicazione soprattutto durante le partite è scarna e poco chiara; per gli allenamenti e i ritiri, l’allenatore italiano ancora si affida a un interprete, non una bella figura dopo circa due anni di vita oltremanica. Pare che dopo la vittoria nell’amichevole recente dell’Inghilterra sull’Ungheria, negli spogliatoi Capello non riusciva ad andare oltre un risicato “Well done, good win, good win“. E, a tal proposito, lamentele sono giunte alla Federazione Inglese anche da parte della stampa, dato che le interviste rilasciate da Don Fabio sono banali e con un vocabolario ridotto all’osso.

Il News of the World, domenicale britannico, è poi impietoso quando paragona Capello a un suo illustre collega: Carlo Ancelotti, al secondo anno di Chelsea, studiava inglese quando ancora era sulla panchina del Milan e all’arrivo a Stamford Bridge era già molto avanti con la preparazione. Dopo poche settimane non aveva già più bisogno dell’interprete e riusciva a parlare coi giocatori quasi senza problemi, mentre attualmente pare sappia padroneggiare il nuovo idioma con una certa maestria. Certo, un conto è una squadra di club, un altro la Nazionale (per frequenza di allenamenti e partite), ma è anche vero che Capello ormai vive in Inghilterra dove ha anche un lavoro “più che prestigioso“. Un minimo di impegno in più, effettivamente, non gli farebbe male.