Napoli, si presenta Lucarelli: “Vengo per fare il titolare”

E dopo Edinson Cavani, la triade napoletana De Laurentiis – Mazzarri – Bigon ha piazzato il secondo colpo ufficiale: alle pendici del Vesuvio arriva un 35enne che ha ancora tanta voglia di mettersi alla prova, da Parma ecco Cristiano Lucarelli. L’attaccante, che ha girato in lungo e in largo l’Italia e non solo, oggi si


E dopo Edinson Cavani, la triade napoletana De Laurentiis – Mazzarri – Bigon ha piazzato il secondo colpo ufficiale: alle pendici del Vesuvio arriva un 35enne che ha ancora tanta voglia di mettersi alla prova, da Parma ecco Cristiano Lucarelli. L’attaccante, che ha girato in lungo e in largo l’Italia e non solo, oggi si è presentato a tifosi e stampa; parole non banali, da toscano (e per di più livornese) qual è, come c’era da aspettarsi: “Vengo a Napoli anche per provare delle sensazioni diverse, che magari da altre parti non ho provato. Chi ha giocato qui mi ha raccontato delle motivazioni che si possono avere, stamattina mi ha chiamato Igor Protti e mi ha raccontato cosa significa giocare al San Paolo. Potevo scegliere un finale di carriera tranquillo o “agitato” nel senso buono, ho scelto il secondo. Sono convinto di aver scelto il posto giusto“.

E’ un fiume in piena Lucarelli: “Le prime sensazioni di Napoli sono state ottime, già da avversario questo ambiente ti trasmette qualche cosa in più. Giocare in un ambiente del genere ti può far tirare fuori cose che nemmeno sai di possedere. Sono convinto di poter essere utile al Napoli, non so con che minutaggio e con quanti gol. Io mi metto a disposizione del gruppo e della società. Sarò il più vecchio del gruppo e quindi dovrò aiutare la squadra anche fuori dal campo. Io mentalmente vengo per fare il titolare e per mettere in difficoltà l’allenatore, chi pensa che io sia venuto a svernare si sbaglia di grosso. Mi metto in discussione, accettando anche un’offerta economica più bassa rispetto ad altre parti, per dimostrare che posso ancora dare tanto. Sono venuto qui perché mi ha chiamato e mi ha convinto il presidente, è stato molto tempestivo“.

E ancora: “Una piazza come Napoli meritava tanta attesa, per qualsiasi altra squadra – dopo una settimana-dieci giorni – avrei declinato già l’invito. Sono contento che alla fine ci sia stato questo matrimonio. Mazzarri? Ha influito sulla mia scelta, la possibilità di lavorare con un allenatore che conosci ti agevola nell’arco di un’annata, perché conosce pregi e difetti. Non perché ti fa giocare di più, ma magari perché sa quello che puoi dare“. Obiettivo? Fare tanti gol: “Nella mia carriera ho sempre lottato per non retrocedere e di palle gol ne ho avute sempre poche. L’altra sera ho visto la partita con l’Elfsborg, io tante occasioni davanti non le ho mai avute forse nemmeno durante un intero campionato. Penso che ci siano tutte le condizioni per far bene. Questa squadra ha tanti margini di miglioramento, è arrivata sesta e magari può chiudere quinta o puntare al quarto posto“.

La città di Napoli e la sua gente: “Sono venuto qui perché mi sento un po’ napoletano, perché sono molto passionale, un po’ rissoso, ho delle caratteristiche che si sposano perfettamente con i modi di essere di questa città. Ho sempre pensato di avere qualcosa dentro che mi legasse a questa terra. Spero che da qui possa iniziare un percorso lungo. Non sono più un giovanotto, ma a volte con la volontà si fa può arrivare lontano“. Avrà, come di consueto nelle ultime stagioni, il numero 99: “Scaramanzia, ma anche l’anno di nascita di mio figlio. Ero indeciso con il 19, ma poi ho mantenuto il 99 che è un numero che mi ha portato sempre fortuna propria qui nella patria della scaramanzia“. Durante la presentazione del suo nuovo centravanti, il patron partenopeo Aurelio De Laurentiis ne ha approfittato per parlare dell’operazione, col suo inconfondibile stile.

Sapete perfettamente che è un personaggio importante del calcio italiano, lo abbiamo estremamente desiderato a Napoli come prima punta. C’è stato un po’ questo depistaggio, perché eravamo in un momento delicato con la trattativa fra Denis e l’Udinese, con l’argentino che poteva anche rimanere con noi. Non fidandomi dei procuratori, non ho potuto avvertire questo santo ragazzo di Lucarelli con il quale mi sono dovuto anche scusare. Ho chiesto a Mazzarri il numero di Lucarelli e lui non mi rispondeva, alché non mi rispondeva perché chiamavo con numero sconosciuto. Poi gli ho mandato un sms, mi ha richiamato e siamo stati a telefono un’ora. Lui aveva dato una mezza parola alla Fiorentina e mi ha risposto ‘non lo so’, poi ci ha ripensato e ha accettato la nostra proposta. La trattativa non è stata lunga, è stata chiarissima dal primo momento. Lui si sentiva un po’ spiazzato, poi ha capito. Lucarelli è uno stracazzuto, il Napoli invece è stracazzutissimo“. E così sia.