Massimo Moratti velenoso: “Meglio multietnici che ladri”

Sono passati ormai quattro anni dalle vicende di Calciopoli che infiammarono l’estate post mondiale e ridisegnarono le gerarchie del calcio italiano, da allora la Juventus è sparita nei meandri di una rifondazione sempre progettata e ancora irrealizzata, l’Inter è diventata la squadra da battere in Italia e ora anche in Europa, dopo aver vinto tutto


Sono passati ormai quattro anni dalle vicende di Calciopoli che infiammarono l’estate post mondiale e ridisegnarono le gerarchie del calcio italiano, da allora la Juventus è sparita nei meandri di una rifondazione sempre progettata e ancora irrealizzata, l’Inter è diventata la squadra da battere in Italia e ora anche in Europa, dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere con José Mourinho. La nuova stagione nerazzurra è cominciata con l’ennesimo successo, anche senza il portoghese la squadra continua ad aver fame e sotto la guida di Rafael Benitez ha conquistato la Supercoppa Italia battendo la Roma.

Nonostante ciò il presidente nerazzurro Massimo Moratti sembra non essere capace di godersi le vittorie e continua imperterrito a tornare indietro nel tempo, quando la presunta cupola moggiana lo teneva lontano dai successi. Lo fa con una battuta velenosa pronunciata nel corso di un’intervista al Tg1 pensata per celebrare l’ennesimo trionfo della sua squadra, quello di tre giorni fa contro i giallorossi. Interrogato sulla crisi del calcio italiano e se le sue origini possano spiegarsi con la scarsa presenza di nostri connazionali nella squadra più forte del paese il patron ha risposto piccato:

“Non può essere. Questo non c’entra assolutamente. Sarei più fiero di questa possibilità che l’Inter ha dato al paese di essere prima in classifica in tutto. Bisogna trovare un difetto a chi vince, meglio essere multietnici che comprare le partite”.


Massimo Moratti è fiducioso nei mezzi della sua Inter, anche senza José Mourinho la sua squadra potrà continuare a vincere e ha già cominciato a farlo conquistando il quarto trofeo di quest’anno solare, ora il pensiero va alla sfida di Montecarlo, quella Supercoppa Europea da contendere all’Atletico Madrid venerdì prossimo:

“Per ora sono quattro e mi vanno bene quattro. Era importante per noi iniziare con una vittoria il nuovo corso, con il nuovo allenatore, psicologicamente era importantissimo, per tutta la squadra anche perché voleva dire non aver finito qualche cosa ma continuare un ciclo positivo. Per il momento è questo. E poi con molto senso di responsabilità bisognerà affrontare questa partita a Montecarlo”.

Ma questo cannibalismo nerazzurro non rischia di attirare antipatie da parte delle altre squadre e dei tifosi di fede diversa da quella interista? Moratti è ottimista e spera che ciò non accada, anche se un’eventualità del genere sarebbe, tutto sommato, abbastanza giustificato: “No, non credo. E poi anche se fosse è normale, è tutto giustificato dal fatto che se io sono l’altra squadra che ha tentato di vincere e non ce l’ho fatta, certo non mi è simpatico chi ha vinto. Questo è abbastanza naturale”.

Aspettiamo ancora tre giorni per vedere se la squadra di Rafa Benitez riuscirà ad alzare al cielo il quinto trofeo, se accadrà forse qualcuno non sarà felice, è naturale, come ha sottolineato lo stesso Moratti. Al patron intanto consigliamo di godersi con più serenità questi successi, dimenticando i veleni del passato: la sua Inter è davvero la squadra più forte in Italia e in Europa; qualche anno fa, a prescindere dalle vicende giudiziarie ancora in corso, forse non era così e sarebbe più intelligente, se non ammetterlo, almeno accettarlo.