Mourinho: “Benitez ha tutto pronto per vincere”

Inevitabile. José Mourinho se la prende con il suo successore sulla panchina dell’Inter Rafa Benitez. I due non si amavano molto nemmeno ai tempi della Premier League, ora lo spagnolo si trova al posto di Mourinho e ha la possibilità di raccogliere quei successi che sono diretta conseguenza dei trofei conquistati dallo Special One. C’è

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Inevitabile. José Mourinho se la prende con il suo successore sulla panchina dell’Inter Rafa Benitez. I due non si amavano molto nemmeno ai tempi della Premier League, ora lo spagnolo si trova al posto di Mourinho e ha la possibilità di raccogliere quei successi che sono diretta conseguenza dei trofei conquistati dallo Special One. C’è già riuscito con la Supercoppa Italiana, venerdì può fare il bis con la Supercoppa Europea, a dicembre arriverà il Mondiale per Club.

Benitez non dovrà faticare come ho fatto io, perchè in un mese ha la possibilità di vincere tre trofei, la Supercoppa italiana, quella europea e il mondiale per club. Un allenatore che arriva in un nuovo club di solito deve costruire la squadra. Mentre Benitez si trova tutto pronto, società e giocatori. Il suo non è un lavoro, ma un sogno.

Per carità, Mourinho non ha torto, ma c’è da dire che potrebbe evitare di fare confronti. Tutti sommato è stato solo lui a decidere di andarsene, poteva rimanere all’Inter, nella sua Inter invece di puntare alla fuga a Madrid a caccia di nuovi record. Il portoghese non fa mancare la sua opinione anche sulla nuova Premier League e sul nascente fenomeno del ricchissimo Manchester City di Roberto Mancini:

Chelsea, Manchester United e City si giocheranno il titolo mentre la vedo dura per il Liverpool. Per Hodgson non sarà facile: il Liverpool del 2004 era più forte di quello del 2005, quello del 2005 più forte di quello del 2006… e così di seguito: il club ha preso questa direzione. Non possiamo paragonare la storia e il prestigio del Real e del City, ma dal punto di vista economico è molto difficile combattere con loro. Ero interessato a Kolarov, ma non ho potuto competere con loro: quando hanno deciso di prenderlo l’hanno preso