Donadoni? ha meno colpe di Lippi

Non potevano cambiare le cose in quattro giorni.
E’ stata una sconfitta tanto netta quanto inevitabile che però non pregiudica le nostre possibilità di qualificazione. Perdere in Francia il 6 settembre senza aver cominciato il campionato, altra conseguenza negativa di Calciopoli, ci sta: la lotta sarà con Scozia e Ucraina e su di loro si dovranno fare i calcoli.
In questo caso il calendario ci dà una mano proponendo subito la nostra sfida con gli ucraini e i transalpini per gli scozzesi: il 7 ottobre potremmo già aver ripreso in mano la situazione.
Roberto Donadoni, a cui va concesso un periodo di apprendistato come accaduto ai suoi predecessori, non può inventarsi una condizione fisica ed agonistica che non c’è, non avendo mai visto all’ opera i suoi calciatori in una serie di partite ufficiali.
Non è un caso che anche la Spagna, con un sola giornata di Liga alle spalle, sia crollata a Belfast contro l’ Irlanda del Nord. Si può discutere sulla scelta di inserire Semioli o di far entrare Inzaghi troppo tardi, ma viste le prestazioni dei vari Zambrotta, Cannavaro, Grosso, Gattuso, Perrotta e Cassano sperare di fare meglio nel catino parigino era difficile.

A pesare sulla Nazionale non sono le capacità o l’ esperienza dell’ ex tecnico del Livorno, o meglio non solamente.
Come non ricordare lo sdegnoso ed egoistico rifiuto di Marcello Lippi di proseguire il lavoro così brillantemente portato avanti ai Mondiali quando c’era una nazione intera a chiederglielo, lasciando Rossi ed Albertini nei guai a metà luglio? Sapeva, forse troppo bene, delle insidie del girone di qualificazione agli Europei e che salto nel buio sarebbe stato cambiare la guida tecnica dopo aver vinto una manifestazione così importante.
La sua conoscenza del gruppo lo avrebbe aiutato a gestire al meglio la sbornia post Berlino, sapendo già su quali nuovi innesti puntare e da dove ripartire in relazione ai punti fermi nello schema e nella formazione titolare. Invece ci troviamo di fronte ad un cantiere aperto che inevitabilmente ci costringerà ad affrettare i lavori. Con il rischio che, senza le giuste fondamenta, il castello crolli alla prima folata di vento.

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