Ibra: “Che bello giocare con Ronaldinho” e se la prende con Guardiola

Questa sera al Camp Nou di Barcellona si è disputata la partita tra i blaugrana e il Milan, un match secco valevole per il Trofeo Gamper: ebbene, alla fine di 90 minuti non proprio bellissimi ma comunque indicativi, il risultato si è fissato sull1-1 con reti, entrambe nella ripresa, di David Villa e di Inzaghi


Questa sera al Camp Nou di Barcellona si è disputata la partita tra i blaugrana e il Milan, un match secco valevole per il Trofeo Gamper: ebbene, alla fine di 90 minuti non proprio bellissimi ma comunque indicativi, il risultato si è fissato sull1-1 con reti, entrambe nella ripresa, di David Villa e di Inzaghi (grandissimo gol quello di SuperPippo). Poi i rigori, coi rossoneri capaci di sbagliarne ben 3 su 4, consegnando quindi la vittoria ai padroni di casa. Al di là di risultato e spunti tecnico-tattici, la partita era importante perché faceva da cornice alla trattativa dell’estate: Ibrahimovic al Milan.

Si sa che oggi il presidente dei catalani, Sandro Rossell, ha avuto un incontro neanche tanto segreto con l’ad milanista Adriano Galliani e il procuratore dell’attaccante svedese Mino Raiola; il dirigente rossonero ha ammesso che la trattativa è difficile ma non impossibile, giovedì mattina riprenderanno i colloqui tra le parti. Intanto il protagonista di questa mini-telenovela, proprio Zlatan Ibrahimovic, ne ha approfittato a fine gara per rispondere alle incuriosite domande della stampa:

“Non so perchè Guardiola non mi vuole. Non mi parla, non so che problema ha, mi ha rivolto la parola due volte negli ultimi sei mesi. Io sto bene qui, quando parlo con i dirigenti mi dicono che non mi vogliono vendere ma non so cosa pensa l’allenatore visto che non mi parla. Non posso dire nulla del Milan, non ho alcun accordo con nessuno, ho un contratto col Barcellona e la mia famiglia è felice. Non so perché c’è questo problema, non so nemmeno qual è il problema ma è l’allenatore che non mi vuole. Se mi piacerebbe giocare con Ronaldinho? Tanto”.


Ma Guardiola non si è fatto pregare, e ha mandato al mittente le fastidiose accuse:

“Io sono un tipo comunicativo, se gli ho parlato due volte in sei mesi ci sarà una ragione, come per tutte le cose. Adesso però non voglio dire nulla di più, per il bene del Barcellona è meglio che non aggiunga niente. Un giorno lo farò. Se il 31 è ancora fra di noi avrò l’obbligo di recuperarlo, ed in questo caso lo prenderò da parte e parlerò con lui. Quello di Zlatan è un problema interno al club, ma non ha niente a che vedere con quello che è successo l’anno scorso con Eto’o. Raiola? Meno male che almeno stasera è stato zitto…”

Alla prossima puntata.

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