Serie A al via. Le “outsider”

Nella seconda fascia del campionato di Serie A ci sono le cosiddette outsider, un gruppo nutrito e composito di squadre che normalmente partono con ambizioni di Coppa Uefa, ma poi gli eventi del campionato possono proiettarle tanto in zona Champions League quanto in zona salvezza. Difficile, dunque, recintare in modo preciso questo segmento fluttuante, reso

di mattia

Nella seconda fascia del campionato di Serie A ci sono le cosiddette outsider, un gruppo nutrito e composito di squadre che normalmente partono con ambizioni di Coppa Uefa, ma poi gli eventi del campionato possono proiettarle tanto in zona Champions League quanto in zona salvezza. Difficile, dunque, recintare in modo preciso questo segmento fluttuante, reso ancora più incerto da due formazioni (Lazio e Fiorentina) che andrebbero inserite a pieno titolo in questa fascia, ma il cui handicap, soprattutto se non colmato in fretta, rischia di lasciarle invischiate nel gruppone con tutte le conseguenze del caso.

La serie si apre per forza con le deluse dello scorso campionato: Sampdoria e Udinese. Entrambe lontane dall’Europa, i friulani addirittura a rischio retrocessione prima della scossa del confermatissimo Galeone; Novellino, invece, non è mai stato in discussione (neanche dopo i miseri 41 punti finali che la stagione precedente l’avrebbero spedito in B) e riparte con una Sampdoria rinnovata ma (a mio modestissimo parere) non del tutto convincente, nonostante Donandoni vi abbia attinto a piene mani. La batteria di portieri (Castellazzi e Berti) è tutto meno che una garanzia e la difesa davanti a loro non è immune da pecche anche se Maggio, Bastrini e Pieri (col confermato Zenoni) vanno a sostituire sulle fasce Diana, Pisano e Tonetto, consentendo a Novellino di insistere sul suo modulo preferito che prevede due terzini davanti ad altri due terzini, con tanto di mediani (Del Vecchio e Parola si aggiungono a Volpi e Palombo) a far legna in mezzo. Dietro Falcone, Terlizzi e Sala (con l’aggiunta dello stesso Palombo che si sta allenando nel ruolo) sono onesti lavoratori della difesa (non certo da Nazionale) che possono andare in affanno se la squadra soffre; per questo dubito che vedremo spesso in campo Olivera, Franceschini e Bonanni sulle fasce, al massimo uno per volta (chiedere informazioni a Gasbarroni…). La chiave sarà la capacità di Novellino di compattare e blindare la squadra, consapevole che non subire gol vuol dire quasi sempre vincere, dal momento che Flachi trova sempre la giocata per andare in porta in prima persona, o per mandarci Bonazzoli, il ritrovato Bazzani o Quagliarella, attaccante veloce e dotato che potrebbe essere la rivelazione blucerchiata.

Trovo molto più competitiva l’Udinese, invece, che può sfruttare il buon lavoro già inziato da Galeone quando ha rilevato Cosmi, ripartendo dall’amato 4-3-3. La forza dei friulani è naturalmente l’altissimo potenziale offensivo anche se, mancando un vero bomber da doppia cifra, dovranno essere bravi i vari Iaquinta, Di Natale e Barreto a spartirsi le segnature, e attenzione a Gyan Asamoah, in rientro da Modena, che potrebbe risolvere più di una partita. A centrocampo la corsa e la visione di Obodo, Muntari e Pinzi sono garanzia di solidità, con Damiano Zenoni pronto a subentrare in caso di centrocampo a quattro, peraltro poco amato dal tecnico, senza dimenticare D’Agostino ed Eremenko, che potrebbero fungere da centravanti civetta nel 4-3-3 o giocare come esterni per equilibrare la squadra. In difesa, l’Udinese si è assicurata due dei talenti più interessanti dell’Under 21: Andrea Coda e Marco Motta, l’incognita, vista la giovane età anche di Felipe e Zapata, può essere solo l’inesperienza. Sarà compito di Natali e di De Sanctis (chiamato a riscattare una stagione opaca e a riconquistare la Nazionale) fare da chioccia ai giovani talenti, ma se ogni ingranaggio gira a dovere, l’Udinese potrebbe essere una sorpresa.

E veniamo alle grandi penalizzate: la Fiorentina (-19) sta peggio della Lazio (-11), ma ha un organico superiore: tutto fa supporre a un campionato parallelo, anche se molto dipenderà dalle prime giornate perché vedere la penalizzazione diminuire in fretta è un bel corroborante psicologico. Con i punti raccolti sul campo l’anno scorso i viola sarebbero da Champions League e i biancocelesti da Coppa Uefa, me è ben diverso vedersi togliere i punti alla fine rispetto a partire con l’handicap e vedere gli avversari che scappano.

Per la Fiorentina, poi, non sarà semplice ripetere la stagione dell’anno scorso (e per Toni molto complicato segnare altri 31 gol), anche perché l’organico, pur buono, non si è rafforzato, almeno sulla carta. Attorno al bomber, trattenuto a stento dalle sirene nerazzurre, Prandelli ha scelto gli uomi più adatti per il suo 4-3-3: Santana e Mutu sugli esterni (e il tecnico sa come fare rendere al meglio il romeno, vedi Parma), Liverani a dettare i tempi in mezzo al campo. Le perplessità nascono dai centrocampisti di complemento (Fiore e Brocchi potrebbero venire rimpianti, rispetto a Gobbi e Blasi) e a un modulo che non trova il posto per Montolivo (oltre che per Jørgensen e Donadel), sul quale invece io investirei pesantemente. Dietro Frey è una sicurezza, mentre Pasqual è chiamato a confermare la bella stagione dello scorso anno e Ujfalusi è sempre più a suo agio sulla corsia destra. Dainelli, Gamberini e soprattutto Kroldrup, se ben protetti, dovrebbero garantire copertura adeguata con il jolly Potenza pronto a ricoprire tutti e quattro i ruoli. L’organico per far bene c’è, molto dipendenderà dal rendimento dei singoli e dalla capacità di uscire dalle sabbie mobili già nei primi due mesi, da giocare senza Pazzini… Tra le note positive, l’eliminazione dalla Coppa Italia: senza impegni infrasettimanali, Prandelli potrà seguire tutto l’anno la settimana tipo.

Dal suo canto la Lazio è tutta da scoprire: zitta zitta ha fatto acquisti interessanti (Foggia, Ledesma, Makinwa) e conferme importanti (Rocchi, Pandev) ancorché controvoglia (Oddo), ha una fisionomia di gioco precisa e gli uomini per praticarla con sucesso. Posto che Rocchi e Pandev dovrebbero essere la coppia di punte titolari, Makinwa e Tare sono buone alernative, così come Behrami (quando sarà disponibile), Foggia, Mauri e Manfredini coprono bene le fasce. Ledesma e Baronio (o Mutarelli) insieme a Mudingayi sanno far girare la squadra, mentre dove le cose si complicano un po’ è forse la difesa, con i capricci di Oddo, l’incostanza di Zauri e Belleri, gli anni di Siviglia che crescono, l’enigma Stendardo: eterna promessa mai mantenuta. Toccherà a Cribari e all’intramontabile Peruzzi tenere in piedi la baracca, sperando che Delio Rossi si inventi qualcosa per fare filtro davanti. Senza penalizzazione sarebbe da prime sei, per arrivarci nonostante il -11 servirà una stagione perfetta, anche per la Lazio, come per i viola, la possibilità di giocare solo nel weekend sarà molto importante per la risalita.

I Video di Calcioblog