Vieni fuori Canà…

Oronzo Canà, tecnico esordiente in serie A, arriva alla Longobarda tra lo scetticismo generale e l’incredulità della stampa. Dopo un’incerta partenza il tecnico pugliese conquista la piazza e porta ad un’entusiasmante salvezza la neopromossa,diventando l’idolo della curva. Dalla fantasia alla realtà ne passa, ma di storie alla Canà nel campionato italiano ne abbiamo vissute a

Oronzo Canà, tecnico esordiente in serie A, arriva alla Longobarda tra lo scetticismo generale e l’incredulità della stampa. Dopo un’incerta partenza il tecnico pugliese conquista la piazza e porta ad un’entusiasmante salvezza la neopromossa,diventando l’idolo della curva.
Dalla fantasia alla realtà ne passa, ma di storie alla Canà nel campionato italiano ne abbiamo vissute a decine.
La più recente è certamente quella del tecnico romagnolo Delio Rossi, che dopo essere stato ingaggiato tra l’incredulità generale è riuscito a conquistare un pubblico esigente come quello della Lazio.
Il “profeta”, così soprannominato dai tifosi della Salernitana, squadra che ha portato dalla C alla A, è di per se un personaggio che spacca le piazze.
O lo si odia o lo si adora.

Ma il tecnico che per antonomasia più di ogni altro non lascia spazio a mezze misure è sicuramente Zdenek Zeman; il boemo, infatti, arriva sempre tra lo scetticismo generale, etichettato da tutti come un offensivista senza senso tattico.
Al termine del suo lavoro o è rinnegato o idolatrato. È l’unico allenatore che ha fatto centro sia nel cuore dei laziali che in quello dei romanisti.
I secondi, soprattutto, al suo arrivo non l’avevano accolto certo con le trombe, eppure dopo due anni di grande calcio molti lo rimpiangono, al contrario di allenatori vincenti (Capello su tutti).
C’è poco da fare, il cuore dei tifosi, in molti casi riesce a rimanere indenne dalle ciniche logiche del calcio business.