Michel Preud’homme rispetta l’Inter ma promette battaglia

L’Inter esordisce domani in Champions League, dopo la magica notte di Madrid i detentori del titolo sono pronti ad un nuovo inizio, la squadra è simile a quella della passata stagione, in panchina però non c’è più José Mourinho, volato proprio nella capitale spagnola. Il primo avversario dei nerazzurri è il Twente, squadra olandese di


L’Inter esordisce domani in Champions League, dopo la magica notte di Madrid i detentori del titolo sono pronti ad un nuovo inizio, la squadra è simile a quella della passata stagione, in panchina però non c’è più José Mourinho, volato proprio nella capitale spagnola. Il primo avversario dei nerazzurri è il Twente, squadra olandese di Enschede che l’anno scorso ha vinto il suo primo campionato. Anche sulla loro panchina non c’è il condottiero che li ha guidati allo storico trionfo, Steve McClaren si è trasferito in Germania, al Wolfsburg, lasciando il posto a Michel Preud’homme.

Chi vanta un’età più vicina ai trenta che ai venti ricorderà sicuramente questo portiere belga sulle figurine Panini, la sua lunga chioma era sicuramente il particolare che saltava prima agli occhi. Ma Preud’homme è stato anche un grandissimo interprete del suo ruolo, eletto miglior portiere di USA 1994, è stato poi giudicato anche il migliore in tutto l’anno solare; in generale la sua carriera da calciatore è stata ricca di soddisfazioni e non sono pochi coloro che inseriscono il belga nella lista dei più forti portieri di sempre.

Dopo la carriera da calciatore per lui è iniziata quella da allenatore, una prima parentesi sulla panchina dello Standard Liegi poi subito una pausa. Nel 2006 è stato richiamato e ha ripagato la fiducia con la vittoria del campionato belga che da quelle parti mancava da 25 anni. Neanche il tempo di festeggiare che è passato al Gent, due stagioni soddisfacenti che gli hanno fatto guadagnare l’incarico presso i neo campioni d’Olanda del Twente. Il tecnico ha parlato in conferenza stampa della partita di domani sera contro l’Inter, avversario non certo raccomandabile, anche se Preud’homme non è apparso spaventato:

“L’Inter è una squadra molto forte con un grande peso offensivo. Le ali spingono, la difesa sale ed è difficile trovare un varco per riuscire a colpirla. Ad ogni modo cercheremo di organizzarci per metterla in difficoltà”.

Molti addetti ai lavoratori individuano nell’eccessiva propensione al gioco offensivo il punto debole del Twente, in realtà bisogna considerare anche il contesto in cui abitualmente gioca e cioè l’Eredivisie. Se osserviamo i dati della scorsa stagione possiamo vedere che ci sono ben tre squadre con un attacco più prolifico. Attualmente i campioni d’Olanda sono secondi in classifica a due lunghezze dalla coppia di testa formata da PSV e Ajax e anche in questo caso appare evidente come il suo attacco sia ben lontano dall’essere il più spietato. Allo stesso modo però salta all’occhio un altro dato e cioè quello relativo ai gol subiti, soltanto uno in cinque partite, un vero miracolo in Olanda.

Quindi Preud’homme non è d’accordo quando gli si parla del Twente come una formazione brava ad attaccare ma poco diligente tatticamente, anzi individua proprio nell’equilibrio una delle sue doti migliori:

“Cercheremo di sfruttare le nostre qualità. Non siamo solo offensivi e abbiamo una buona organizzazione di gioco. Cerchiamo di avere equilibrio, credo che la mia squadra possegga questo equilibrio: lo ha mostrato in campionato, speriamo che lo mostri anche in Champions League”.

Ovviamente lo spauracchio maggiore per gli olandesi è il loro connazionale Wesley Sneijder, il nerazzurro che con una giocata può illuminare un’intera partita. Il tecnico belga non sminuisce i meriti del numero 10 dell’Inter ma fa notare come non sia il solo in grado di cambiare le sorti di un incontro, per questo non ha ideato nessuna particolare gabbia per contenerlo, la sua squadra proverà a stare bene in campo ponendo attenzione a tutti gli avversari e non soltanto a Sneijder.

Un pensiero lo rivolge anche a Rafa Benitez, con il quale sente di avere qualcosa in comune e cioè l’essere arrivato sulla panchina di una squadra che nella scorsa stagione ha vinto. Se può scottare la panchina dei campioni d’Olanda, immaginiamo quella di chi ha vinto praticamente tutto. Per Preud’homme questo deve essere solo uno stimolo per provare a fare di meglio, bisogna sì “rispettare la tradizione e la cultura del club”, ma aggiungere a questo rispetto qualcosa di proprio. Questa la sua ricetta per continuare a vincere, magari cominciando già da domani sera davanti ai 24.000 del De Grolsch Veste, quando di fronte ci sarà la prima della classe.

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