Sky: negli spot “comparativi” guerra a Mediaset Premium

Per la prima volta Sky Italia nomina direttamente il suo più temibile concorrente in uno spot. Si tratta, naturalmente, di Mediaset Premium, lo spot non è quello in programmazione da luglio in poi in televisione, ma del messaggio destinato alle emittenti radiofoniche. La svolta, in ogni caso, rimane ed è per certi versi epocale. Il

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Per la prima volta Sky Italia nomina direttamente il suo più temibile concorrente in uno spot. Si tratta, naturalmente, di Mediaset Premium, lo spot non è quello in programmazione da luglio in poi in televisione, ma del messaggio destinato alle emittenti radiofoniche. La svolta, in ogni caso, rimane ed è per certi versi epocale. Il dubbio è che la campagna comparativa, quella che ha visto come principale protagonista Antonio Cassano e il suo alter ego grasso ed impacciato, non sia stata poi così efficace.

Sky voleva far passare l’idea che la propria offerta pay, in special modo quella legata al calcio, è qualitativamente superiore a quella di Mediaset Premium, ma siamo sicuri che il pubblico l’abbia recepita in questo modo? Il veder comparire direttamente il nome del concorrente, anche se per ora solo nella versione radiofonica dello spot, potrebbe far pensare ad un cambio di strategia, la volontà di fugare ogni dubbio su ciò che è al fondo lo scopo ultimo di una qualsiasi campagna comparativa, e cioè dire: “Io sono meglio dell’altro“.

Dal nostro punto di vista, quello di osservatori, una strategia ancora più aggressiva di Sky non può portare che benefici. Ne sanno qualcosa gli abbonati alla pay tv satellitare che si sono visti ridurre il prezzo di accesso ad uno fra i pacchetti “Calcio”, “Sport” e “Cinema” a 29.90 euro mensili. Il problema è che, dal punto di vista quantitativo, ciò non basta per rendersi realmente competitivi con Premium. Basta un solo esempio: con 29.90 euro al mese dati a Sky il telespettatore può godere di una soltanto fra le due competizioni calcistiche più interessanti, o la Serie A del pacchetto Calcio o la Champions League inserita arbitrariamente nel pacchetto Sport. Con Mediaset i 22 euro mensili, 14 in promozione, danno l’accesso ad entrambi i contenuti in maniera completa (almeno se si è “tifosi” delle squadre con un maggiore bacino d’utenza).

Chiaro stiamo parlando dei contenuti calcistici, diverso risulterebbe il ragionamento se stessimo parlando anche dell’intrattenimento, dei documentari, dei programmi “per la famiglia”, ma lo facciamo perché Sky punta su questo aspetto (si veda la citata campagna con Cassano, Pato e altri calciatori) e perché da sempre è proprio il calcio a trainare realmente il mercato della pay tv.

Infine è inevitabile sottolineare un altro aspetto. Nominando direttamente il concorrente Sky finisce anche per nobilitare Mediaset Premium, nell’immaginario il fratello “povero” della pay tv diventa un temibile avversario, come fra l’altro dimostrato dai dati degli ascolti delle partite di Serie A.

Se lo era anche prima a questo punto è più che lecito aspettarsi una contro campagna firmata da Mediaset Premium. Non resta che aspettare, non credo dovremo attendere ancora a lungo.

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