Leonardo Bonucci: “Subiamo troppi gol, bisogna capire in fretta gli errori”

Oggi è stato presentato, con una conferenza stampa sul web, il premio Gillette Future Champion 2010. I tre candidati ad aggiungere il loro nome sull’albo d’oro, dopo Sebastian Giovinco e Alberto Paloschi, sono Stefano Okaka, Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci. Il difensore della Juventus, fresco di gol in campionato, si è soffermato sul particolare momento


Oggi è stato presentato, con una conferenza stampa sul web, il premio Gillette Future Champion 2010. I tre candidati ad aggiungere il loro nome sull’albo d’oro, dopo Sebastian Giovinco e Alberto Paloschi, sono Stefano Okaka, Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci. Il difensore della Juventus, fresco di gol in campionato, si è soffermato sul particolare momento della sua squadra che, seppur non riuscendo a raggiungere un’auspicata continuità, sta iniziando ad assimilare gli schemi di Luigi Delneri. L’ex centrale del Bari si è detto abbastanza soddisfatto di queste primi mesi in bianconero, pur essendo cosciente di dover crescere ancora.

Certo che per essere un difensore centrale ha già collezionato un bottino di marcature niente male, ieri è riuscito finalmente a farsi assegnare il primo gol in bianconero dopo che la stessa gioia gli era stata negata a Udine, intanto in sole cinque presenza in maglia azzurra è già riuscito a buttarla dentro due volte, evidentemente anche lo stesso Bonucci è abbastanza sorpreso di questa sua prolificità:

“No, non me lo aspettavo. Fa piacere, ma il mio ruolo è quello di difendere, se poi arrivano i gol è un di più. Quello che conta al momento è che dobbiamo migliorare perché la Juve non può prendere così tanti gol. C’è da dire che in fase offensiva il mio passato di attaccante, che ho svolto fino a 17 anni, mi agevola un po’. Tornando ai gol presi, purtroppo siamo ancora un cantiere aperto, dobbiamo lavorare. Giochiamo ogni tre giorni e riuscire a provare schemi è difficile. Ci alterniamo tra una seduta defaticante e una rifinitura. Nel poco tempo a disposizione cerchiamo di apprendere quello che ci dice il mister, ma dobbiamo essere bravi a capire in fretta dove sbagliamo”.

Le foto di Juventus – Cagliari 4-2: tripletta di Krasic
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Le foto di Juventus - Cagliari 4-2: tripletta di Krasic
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Dietro questa prepotente affermazione che lo ha portato dalle giovanili dell’Inter al Pisa, fino all’esordio in Serie A con il Bari e ora alla Juve, ci sono sicuramente persone che hanno influito in maniera determinante, una di queste è l’allenatore dei Galletti Giampiero Ventura che aveva conosciuto il giovane Bonucci a Pisa e ha creduto in lui anche in Puglia nella stagione che lo ha portato alla definitiva consacrazione. Così quando gli viene chiesto a chi deve di più per quello che è riuscito a ottenere non impiega neanche un secondo a rispondere:

“Non ho dubbi a dire Ventura, mi ha aiutato a passare dalla C di Pisa alla A con il Bari. Il gioco dei pugliesi, d’altronde, è conseguenza di tanto lavoro settimanale e testimonianza della grande preparazione del mister”.

Giovedì la Juventus incontrerà il Manchester City in Europa League, in quell’occasione Bonucci si troverà di fronte un altro tecnico importante nella sua carriera, quel Roberto Mancini che lo fece esordire in Serie A nel 2006, quando aveva solo 19 anni. Il difensore juventino ha promesso che fra tre giorni ringrazierà il Mancio personalmente, perché è anche grazie a lui se potrà giocare partite di questo tipo. Sempre restando in temi di ringraziamenti un pensiero è andato a Giorgio Chiellini, figura fondamentale in questi ultimi mesi che lo ha aiutato nell’inserimento tanto nel gruppo bianconero, quanto in quello azzurro.

Nonostante il suo exploit, restano sempre pochi i giovani in Italia a cui viene data la possibilità di indossare una maglia da titolare in una grande squadra, da questo punto di vista, secondo Bonucci, il nostro paese deve imparare molto dai campionati esteri:

“La pressione esterna dei media, dei tifosi in Italia è forte, vogliono sempre di più e chi deve decidere non rischia i giovani puntando sull’esperienza. Mentre in Spagna e Inghilterra a 21 anni già si hanno sulle spalle tra 50 e 70 partite da titolare”.

Il segreto del suo successo è però forse da ricercare nella sua capacità di porsi grandi obbiettivi, anche se a volte possono sembrare fuori portata. Adesso il suo sogno è quello di giocare la finale di Coppa del Mondo nel 2014, potrebbe sembrare davvero un traguardo irrealizzabile, ma in fondo, se solo un anno fa avesse detto di puntare ad essere titolare in un grande club e in nazionale, qualcuno gli avrebbe dato credito?

via | juvemania.it

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