Gubbio, aggredito ad Alessandria il portiere Lamanna: foto, cronaca e dichiarazioni

Aggredito barbaramente, lui e i genitori, mentre si recava verso la sua auto, nei pressi dello stadio di Alessandria: è la disavventura capitata a Eugenio Lamanna, portiere del Gubbio, Prima Divisione, che domenica aveva preso parte alla trasferta della sua squadra contro i piemontesi (2-0 per i padroni di casa). Sedicenti tifosi dell’Alessandria hanno attorniato


Aggredito barbaramente, lui e i genitori, mentre si recava verso la sua auto, nei pressi dello stadio di Alessandria: è la disavventura capitata a Eugenio Lamanna, portiere del Gubbio, Prima Divisione, che domenica aveva preso parte alla trasferta della sua squadra contro i piemontesi (2-0 per i padroni di casa). Sedicenti tifosi dell’Alessandria hanno attorniato il giovane portiere, comasco di 22 anni il quale cartellino è di proprietà del Genoa, e lo hanno colpito ripetutamente al volto causandogli tumefazioni evidenti sotto l’occhio destro (anche una frattura allo zigomo) tanto da dover ricorrere alle cure ospedaliere (si è sottoposto oltretutto a una Tac); non solo, durante l’agguato hanno rischiato l’incolumità anche i suoi giocatori.

Cresciuto nel Como dell’allora presidente Preziosi, tre anni fa Lamanna si è distinto proprio coi lariani nelle categorie inferiori, venendo quindi notato dal Genoa. Un anno nella Primavera del Grifone, quindi il prestito al Gubbio di Gigi Simoni e dell’ex bandiera genoana Vincenzo Torrente; l’anno passato 38 partite su 38 da titolare con gli umbri con tanto di promozione dalla Seconda alla Prima Divisione, la riconferma quest’anno. Domenica l’onore (per modo di dire) delle cronache per il vile atteggiamento di un gruppo di alessandrini: “Mi fa male tutta la testa, mi fa male tutto, anche mia mamma e mio papà non stanno per niente bene. Erano in tanti, mi hanno picchiato senza motivo. Non ho fatto niente, stavamo andando a riprendere l’auto. Mi sono saltati addosso, ho cercato di evitare i colpi e di difendermi, ma erano troppi, troppi” le parole del ragazzo dal nosocomio del capoluogo di provincia piemontese.

Così il team manager dell’Alessandria, Marcello Marcellini: “Quello che è avvenuto c’entra poco con il calcio, allo stadio il clima era stato molto sereno e i pochi tifosi del Gubbio, una dozzina, avevano tranquillamente assistito alla partita in mezzo ai sostenitori dell’Alessandria“. Mentre l’allenatore del Gubbio Vincenzo Torrente è stato ancora più duro: “Si parla della tessera del tifoso, si fanno tanti bei discorsi poi viene fuori un atto criminale come l’aggressione al nostro portiere Lamanna. E allora questa è la volta buona che qualcuno intervenga in maniera forte. Serve una lezione di quelle toste. Non possiamo lasciare impunito un atto gravissimo come questo che con il calcio non c’entra nulla“.

Ancora, il presidente del Gubbio Marco Fioriti: “Non ci sono parole per commentare quanto accaduto. E’ un atto gravissimo e qualcuno dovrà intervenire col pugno di ferro. Non esiste un’Italia del nord e un’Italia del sud, esiste un’Italia di tifosi e un’Italia di delinquenti che colpiscono in maniera criminale“. Il padre di Lamanna, Cosma, è molto provato: “Stavamo uscendo dallo stadio, normalmente dopo la partita. Io, Eugenio e mia moglie. C’era questo gruppo di persone, una quindicina, fuori da un bar. Di sicuro avevano bevuto tutti parecchio. Hanno visto lui con la tuta del Gubbio, hanno cominciato a insultarci pesantemente. Prima Eugenio, poi mia moglie. Andavamo per la nostra strada evitando di reagire. Uno si è avvicinato, mio figlio ha semplicemente detto ‘dai state tranquilli, avete anche vinto…’. E questo l’ha colpito in pieno viso, tagliandolo forse con un anello e ha iniziato a sanguinare“.

Continua la madre Maria: “Immaginatevi che cos’è stato vedere mio figlio così“. Ma riprende la parola il signor Cosma: “Poi la situazione è peggiorata: una quindicina contro tre, c’erano anche delle donne. A mia moglie hanno tirato una bottiglia di birra, per fortuna l’ha schivata, ma ci picchiavano, io ne avevo addosso tre. Vedevo mio figlio sanguinante e mia moglie aggredita… Una violenza assurda. E la follia è stata che chi era lì al bar dava man forte a loro, non aiutava noi…“. Ha aggiunto il malcapitato protagonista: “Mi hanno picchiato con una rabbia, come se avessi ucciso qualcuno… Comunque queste cose non mettono paura, ma una rabbia gigantesca. E schifo, sì proprio schifo, verso certa gente. Mia mamma aggredita da un uomo, ma vi pare? Complimenti, proprio bello che gente così se ne stia in giro tranquilla“.

Sull’accaduto è intervenuta anche l’Associazione Italiana Calciatori: “In merito al vile agguato subito dal portiere del Gubbio Eugenio Lamanna, aggredito al termine della gara contro l’Alessandria da un gruppo di ultra, l’Associazione Italiana Calciatori, manifesta totale solidarietà e sostegno al giocatore e condanna con fermezza il vergognoso episodio. In pari tempo l’Aic auspica l’intervento della Federazione e delle Leghe che in queste occasioni, pur trattandosi di problemi di ordine pubblico, devono esprimere prese di posizione significative“. Ora il Gubbio, di concerto col Genoa, sta pensando di ricorrere alle vie legali e di fare i ricorsi previsti dalla normativa.

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